Viaggio spirituale in Tunisia: Agostino, il Santo dal cuore inquieto

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Prossima partenza

29/03/2027

Durata

7 giorni
(6 notti)

Quota base

1.420,00 €

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“Il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te.”

Con queste parole Sant’Agostino, figlio di questa stessa terra d’Africa, ha raccontato il cammino di ogni uomo: una sete che nessuna cosa del mondo riesce a saziare del tutto, un’inquietudine che spinge a cercare, spesso per anni, prima di trovare consolazione e pace.

Sotto il sole dell’Africa proconsolare, tra le rovine di città che rivaleggiavano con Roma, la fede cristiana impara a esprimersi in latino, dando voce a un mistero ancora senza parole. Qui trova il coraggio di resistere e il pensiero per comprendersi; qui il sangue dei martiri si fa seme, e da quel seme nasce una fede che attraverserà i secoli fino a noi.

Sarà proprio da questa terra che si leverà la voce di Agostino il quale, dopo un lungo cammino interiore, saprà dare a quella fede il linguaggio più alto: quello di un cuore inquieto che trova pace solo in Dio.

Il viaggio sarà accompagnato da un animatore spirituale.

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Programma

  1. 1
    1° giorno

    IL BARDO TRA IMPERO E CRISTIANESIMO

    Agostino conosceva bene la battaglia tra due grandezze diverse, quella del potere e quella della fede, perché l’aveva combattuta prima di tutto dentro di sé. È proprio questa battaglia che si racconta al Bardo, dove il mondo pagano e il mondo cristiano si incontrano nelle tessere dei mosaici: scene che celebrano la grandezza dell’Impero, e scene dove i simboli cristiani raccontano storie di fede e di salvezza. Sono due modi diversi di rispondere alla stessa inquietudine del cuore umano: da una parte la gloria che si conquista con la potenza e il dominio, dall’altra la salvezza che si riceve in dono.

    Ritrovo dei partecipanti all’aeroporto richiesto, disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza per Tunisi con volo ITA. Arrivo nella capitale tunisina alla mattina, ritiro dei bagagli, incontro con la guida e pranzo in ristorante. Iniziamo le visite dal Museo più importanti dell’Africa, il Bardo che conserva le più importanti memorie cristiane nei mosaici e che ci permettono di comprendere la grande presenza cristiana nei primi secoli. In tempo utile raggiungiamo Gammarth, ex piccolo villaggio di pescatori, diventato una famosa località di villeggiatura, sulle cui colline, sono state rinvenute alcune catacombe e iscrizioni talmudiche.  Al termine, se possibile, Santa Messa in Cattedrale. Sistemazione albergo, cena e pernotta-mento.

  2. 2
    2° giorno

    TARDI TI HO AMATO

    A Bulla Regia incontriamo Sant’Agostino, che qui tenne un famoso discorso ammonendo i cristiani troppo amanti degli spettacoli. Nato non lontano da qui, a Tagaste, in questa stessa Africa romana, Agostino visse da giovane anni di dubbi e ricerche prima di trovare la sua strada. “Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova”: parole che raccontano quanto tempo, quanti errori, quante strade sbagliate possano separare l’uomo dalla verità che pure cercava fin dall’inizio. Forse anche qui, tra queste pietre, qualcuno stava ancora cercando la propria risposta, senza sapere quanto fosse vicina.

    Dopo la prima colazione partiamo per Bulla Regia (22 km / 30′), città di origine berbera che nel 234 d.C. si aprì al mondo romano, arricchendosi di templi, terme e ville sotterranee scavate nella roccia per sfuggire alla calura africana. Qui il tempo sembra essersi fermato tra i mosaici ancora visibili e le colonne che un tempo sostenevano una città fiorente. Non mancano le tracce del passaggio cristiano, con i resti di basiliche che testimoniano come la fede si sia radicata anche in questi luoghi, prima che il lento declino sotto il dominio bizantino consegnasse la città al silenzio. Partiamo per Dougga (120 km / 2 ore), uno dei siti archeologici meglio conservati del Nord Africa. La città, di origine numida e poi romanizzata, si sviluppa a terrazze digradanti tra abitazioni signorili e edifici pubblici che raccontano la vita di un tempo. A dominare l’intero complesso è il maestoso Capitolium, voluto dall’imperatore Marco Aurelio e dedicato alla triade capitolina, Giove, Giunone e Minerva. Accanto ai templi pagani, anche qui si conservano i segni dell’epoca cristiana, con chiese ed edifici di culto che raccontano il passaggio da un mondo religioso all’altro.  Proseguiamo poi verso Ain Draham (100 km / 2 ore), incontro e Santa Messa presso le suore le Suore Francescane Missionarie di Maria arrivate nel 1931, lavorano nella cittadina di montagna gestendo una scuola dell’infanzia e accogliendo i visitatori. Sistemazione in albergo, cena e pernottamento.

  3. 3
    3° giorno

    LUCE CHE NON SI SPEGNE

    Uomini e donne che hanno pagato con la vita la fedeltà al proprio credo, in un tempo di

    persecuzioni e paure, li chiamiamo martiri. Il loro segreto sta nell’aver trovato in Dio una pienezza per cui vale la pena attraversare il dolore e la morte senza mai spegnere la propria luce. Scendere quei tre gradini del battistero di Sbeitla non è dunque solo ricordare un gesto liturgico, ma è capire che ogni vita cristiana è un continuo morire e rinascere, un lasciare qualcosa delle tenebre che portiamo dentro per risalire verso la luce.

    In mattinata partiamo l’antica Maktaris, vera roccaforte della fede cristiana d’Africa e sede vescovile fin dal III secolo. Vi si accede attraverso un maestoso arco romano, che introduce alle Grandi Terme, un tempo luogo di piaceri pagani e poi trasformate in basilica cristiana. Camminare tra questi resti significa attraversare due epoche sovrapposte: il fasto dell’Impero e il fervore silenzioso della prima Chiesa d’Africa.

    Proseguiamo per Sbeitla dove, dopo esserci lasciati incantare dallo straordinario Campidoglio di pietra dorata, con i suoi tre templi affiancati dedicati a Giove, Giunone e Minerva, entriamo nella storia cristiana della città. Tra le rovine incontriamo i resti della chiesa dei Santi Gervasio e Protasio e il Battistero, dal profondo significato simbolico, i tre scalini che scendono nella vasca richiamano i tre giorni trascorsi da Gesù nel sepolcro, in un cammino che dalle tenebre conduce alla luce. Sistemazione in albergo, cena e pernottamento.

  4. 4
    4° giorno

    L’ACQUA VERA CHE SPEGNE LA SETE

    Nella tradizione cristiana il deserto rappresenta il cammino della propria fede, che attraversa talvolta aridità, silenzio, assenza di Dio, ma che può incontrare anche corsi d’acqua e sorgenti dove dissetarsi e riposare tra rocce aride e canyon.

    Così è stato anche per Agostino, in cerca di quella sorgente dove dissetarsi per sempre.

    Dopo la prima colazione in primissima mattinata partiamo per Tozeur, la “città delle gocce di luce”, circondata da una splendida e rigogliosa oasi che conta un numero incredibile di palme da datteri. Arrivati a Tozeur, facciamo un’escursione in fuoristrada alle celebri Tamerza e Chebika, due piccole oasi differenti tra loro, situate nel mezzo di una zona montagnosa e desertica. Tamerza sorge sul sito di un antico insediamento romano, divenuto sede episcopale in epoca bizantina; Chebika è una delle oasi più affascinanti della regione, con un villaggio abbandonato costruito in pietra e terra, aggrappato sul fianco della montagna. Rientriamo a Tozeur, e se possibile incontriamo i missionari del PIME, e ascoltiamo la testimonianza di una fede silenziosa fatta di piccoli gesti, come un’oasi discreta che chi cerca può ancora trovare. Sistemazione in albergo, cena e pernottamento.

  5. 5
    5° giorno

    L’ARENA E LA PACE

    Nell’arena si consuma la stessa sete di grandezza che l’uomo insegue quando cerca gloria nel dominio, un cuore che scambia la potenza per pienezza. È l’illusione che lo stesso Agostino conobbe da giovane, quando ancora scambiava il successo e l’ambizione per la vera felicità, prima di capire che quella strada non conduceva alla pace.

    In primissima mattinata partiamo per El Jem dove visitiamo l’anfiteatro dell’antica città romana di Thysdrus, il terzo per grandezza del mondo romano e il più grande d’Africa, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Visitiamo poi il piccolo museo dei mosaici dove da più di duemila anni il volto di mamma Africa osserva i visitatori. È una donna dai profondi occhi neri, il capo coronato da una pelle di elefante, i tratti fieri e materni. Raggiungiamo infine Sousse. Sistemazione in albergo, cena e pernottamento

  6. 6
    6° giorno

    UNA SORGENTE PIU’ GRANDE DI NOI

    A Kairouan la preghiera scandisce il tempo, e l’acqua del pozzo sacro diventa segno di una sete che accomuna ogni fede, quello di attingere a qualcosa di più grande di noi.  Agostino lo capì attraverso un cammino lungo e tormentato prima di riconoscere che quella sorgente aveva un nome soltanto.

    Dopo la prima colazione raggiungiamo Kairouan, la quarta città santa dell’Islam dopo Mecca, Medina e Gerusalemme, un luogo dove il tempo sembra scandito dal richiamo alla preghiera. Visitiamo la Grande Moschea, la Moschea del Barbiere che si narra conservi una reliquia legata a tre peli della barba del Profeta Maometto e infine il pozzo sacro di Bir Barrouta, dove una ruota gira senza sosta per estrarre l’acqua che la tradizione popolare dice sia l’acqua della sacra sorgente di Zamzam della Mecca. Nel pomeriggio partiamo per Gammarth, sistemazione in albergo, cena e pernottamento.

  7. 7
    7° giorno

    IL DONO DI SÉ

    A Cartagine la ricerca di Dio raggiunge il suo compimento più alto, nel martirio di Perpetua e Felicita e dei martiri di Abitinia, che pur di continuare a spezzare il pane eucaristico disobbedirono al divieto imperiale e pagarono con la vita. Se Agostino insegna che il cuore trova pace solo quando riposa in Dio, i martiri mostrano il passo ultimo di questo cammino, il coraggio e la fermezza di restare fedeli fino alla fine, qualunque cosa costi.

    Dopo la prima colazione visitiamo Cartagine, città fondata dai Fenici. È qui, secondo il mito, che si consumò l’amore infelice tra Didone ed Enea; è qui che sull’acropoli, cuore pulsante della Cartagine più antica, si respira il ricordo della conquista romana del 146 a.C., quando la città venne rasa al suolo da Roma.

    Dopo la visita raggiungiamo il centro di Tunisi, in particolare la sua Medina, dove presente e passato, moderno e antico si amalgamano in un tutt’uno che le conferisce un aspetto unico: questo è il luogo più autentico della città, un’immersione nei colori, nelle tradizioni e nei profumi tipicamente tunisini.

    In tempo utile raggiungiamo l’aeroporto, disbrigo delle operazioni d’imbarco e alle ore 18.10 partiamo per Roma (altri aeroporti su richiesta) dove arriviamo alle ore 20.35. Proseguimento poi per gli aeroporti di origine con cambio aeromobile.

     

    Santa Messa a Saint-Cyprien, nel luogo che custodisce la memoria di un uomo che scelse di lasciare ricchezza e prestigio per abbracciare una fede appena scoperta. San Cipriano divenne vescovo di Cartagine in soli tre anni, e maestro di preghiera per la Chiesa nascente, a cui insegnò il Padre Nostro. Quando le persecuzioni lo misero alla prova, non fuggì, ma affrontò il martirio nel 258 d.C. con la stessa fermezza con cui aveva vissuto la fede.

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    Volo incluso. Quota di partecipazione per minimo 20 iscritti. Supplemento minimo 15: € 100

    1.420,00 €

    Quota base a persona

    60,00 €

    Quota d’iscrizione

    Accompagnato da

    Animatore spirituale
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    7 giorni (6 notti)

    Volo incluso. Quota di partecipazione per minimo 20 iscritti. Supplemento minimo 15: € 100

    1.420,00 €

    Quota base a persona

    60,00 €

    Quota d’iscrizione

    Accompagnato da

    fra Francesco Mazzon
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