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Pellegrinaggio in Terra Santa per giovani

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Durata

8 giorni

Camminare sulla Terra del Santo è un esercizio di memoria: uno lascia temporaneamente l’ambiente ordinario e prende con sé poche cose essenziali e comincia a camminare. Intraprende il cammino con il cuore libero, pieno di gioia e di attesa, presentendo che il suo corpo e la sua carne sono già quella terra che calpesta con il piede.

Liberamente rielaborato da “I Canti della terra del mio pellegrinaggio” di A. Cafagna, edito da EDB

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Programma

  1. 1
    1° giorno

    “Ti attirerò nel deserto e lì parlerò al tuo cuore” (cfr. Os 2,16).

    Ritrovo dei partecipanti in aeroporto; disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza per Tel Aviv. All’arrivo, incontro con la guida e trasferimento nel sud d’Israele. Inizia la nostra “salita” nella Terra del Santo. Sistemazione in Kibbutz, cena e pernottamento.

    Obiettivo: entrando nel deserto possiamo scoprire e testare l’unicità di Dio: lui solo è Dio perché solo lui ha liberato la creazione dal caos, si è preso cura della sterilità di Abramo e Sara, come della situazione di Agar, ha liberato il suo popolo dalla schiavitù dell’Egitto e solo lui ha veramente a cuore la nostra vita perché porti molto frutto.

  2. 2
    2° giorno

    “In principio Dio creò il cielo e la terra; ora la terra era il deserto e il vuoto” (Gen 1,1-2a)

    Prima colazione e sosta a Sde Boker al Kibbutz che fu di Ben Gurion da dove si ammirerà una stupenda vista sul deserto di Zin; visita del canyon di En Avdat che risaliremo arrampicandoci lungo le pareti dello wadi. Visita al sito archeologico di Avdat di origine nabatea e rientro in Kibbutz per la cena.

    Obiettivo: in questa giornata vogliamo rigustare il fine ultimo della creazione e della storia della salvezza: Dio ci vuole coinvolgere nella gioia della vita. Ha fatto tutto perché vuole condividere la gioia dello stare insieme e la prossima salita a Gerusalemme, ci aiuterà ad entrare ancora più profondamente nel senso autentico della lode e della gioia.

  3. 3
    3° giorno

    “O Signore, Signore nostro, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra” (Sl 8,1)

    In mattinata partenza verso il Mar Morto via Yeroham: sosta in prossimità del Hamachtesh Hagadol per ammirare il deserto colorato, la cui morfologia richiama quella del Wadi Rum di Petra. Via Arad si prosegue per Masada, che raggiugeremo a piedi dalla cui cima si gode un meraviglioso panorama sul deserto di Giuda e sul Mar Morto. Costeggiando la depressione del mar Morto, una terra arida e deserta arriveremo a Betlemme. Sistemazione in albergo e serata di testimonianza. Cena e pernottamento

    Obiettivo: questa alternanza di sole e sale ma anche di acqua e oasi ci fa percepire la benevolenza di Dio che sa suscitare la vita anche dove non c’è nulla. Il deserto e il Mar Morto sono anche metafora del peccato, ma sono anche i luoghi in cui Dio è venuto a cercare l’uomo per non lasciarlo solo. A Betlemme contempleremo la risposta definitiva di Dio, il progetto

  4. 4
    4° giorno

    Noi siamo vivi perché Lui ci ha salvati da morte (Ef 2,1-7)

    Mattinata dedicata alla visita della città di Betlemme, con sosta per la  visita alla Basilica della Natività, dove contempleremo Gesù avvolto in fasce, come nel sepolcro. In tempo utile partenza per Gerusalemme cominciando dal Sion Cristiano: visita al Cenacolo e al Cenacolino francescano, alla Basilica della Dormizione e alla Chiesa del Galligantu dalla cui terrazza si gode un bel panorama sulla città di David. A piedi scenderemo la Valle del Cedron per raggiungere il Getzemani. Sosta alla Grotta dell’Arresto e alla Tomba di Maria. Sistemazione in albergo, cena e pernottamento.

    Obiettivo: in questo giorno possiamo accostarci alla buona notizia dell’incarnazione di Gesù, che ha fatto piazza pulita delle false immagini di Dio che ce lo dipingono come un Dio crudele se non assassino. Già Abramo nel sacrificio di Isacco, di cui faremo memoria sulla spianata del tempio, lo aveva capito, ma ora il Figlio dell’uomo che nasce a Betlemme ce lo fa mostra in tutta la sua vulnerabilità. Dio ha sradicato la rivalità e la maldicenza, radice di ogni omicidio, accettando di morire ingiustamente.

  5. 5
    5° giorno

    Tre religioni e un’unica città: Gerusalemme

    In mattinata partenza per la visita di Gerusalemme, città cuore delle 3 grandi religione monoteiste: cristiana, musulmana, ebraica. Ci porteremo al Muro della Preghiera per poi salire sulla spianata del Tempio, sul Monte Moria l’area geografica interessata dal racconto del sacrificio di Isacco. Questa area santa per i musulmani ha reso Gerusalemme la terza città più importante per la loro fede; scendendo dalla spianata, raggiungeremo la parte ebraica della città; attraverseremo il cardo e se possibile visiteremo alcune sinagoghe sefardite.

    Nel pomeriggio visita ai luoghi cristiani di Gerusalemme in particolare a quelli della così detta via Crucis o via Dolorosa. Suggeriamo alcune soste: alla Chiesa della Flagellazione; alla 6° stazione (dedicata a Veronica); al monastero Copto (sul tetto del Santo Sepolcro); alla 9° stazione (dove si trova il patriarcato copto); al Monastero russo dedicato a S. Alessandro Nevski; e infine alla Basilica della Resurrezione, con la visita approfondita al Calvario e al Santo Sepolcro.

    Obiettivo: la visita al Santo Sepolcro intende infonderci una grande speranza: la tomba vuota di Gesù ci ricorda che anche noi siamo destinati a risorgere anima e corpo. Come possiamo credere che sia veramente risorto? Rileggendo i vangeli e facendo memoria del modo in cui è morto, a cominciare dalle ultime ore della sua vita, raccontate nelle stazioni della via crucis.

  6. 6
    6° giorno

    Il Monte degli Ulivi e il Monte Tabor  

    In mattinata saliremo sul Monte degli Ulivi: sosta all’ edicola dell’Ascensione, dove secondo la tradizione si trova la pietra dalla quale Gesù è stato assunto in cielo e dove per Zaccaria si poseranno i piedi del Signore; sosta alla chiesa che conserva la Grotta detta del Pater Noster e al Dominus Flevit dove si ricorda il lamento di Gesù sulla città, ispirato alla presa di Gerusalemme da parte dei Babilonesi.

    Ultimo sguardo alla città e partenza per la Galilea, per salire su un altro monte, il Monte Tabor. La contemplazione della Trasfigurazione di Gesù sarà la strada per imparare a fidarsi del Padre, nella linea di Mosè ed Elia.  Sistemazione in albergo a Nazareth (o dintorni), cena e pernottamento.

  7. 7
    7° giorno

    Tirate le barche a terra, lasciarono tutte le cose e seguirono lui (Lc 5,11)

    In mattinata partenza per il lago di Galilea. La giornata sarà dedicata a rileggere i testi della giornata tipo di Gesù, tipica del ministero galilaico che coincide con quello della chiesa in missione nel mondo: insegnamento (nella sinagoga), guarigione dalle malattie, chiamata e formazione dei discepoli, preghiera. Sosteremo a Cafarnao, al Primato di Pietro e alla chiesa del Miracolo dei Pani e dei pesci a Tabga, per poi salire sul Monte delle Beatitudini. Possibilità della navigazione sul lago. Pranzo in corso di escursione. Rientro in albergo/ casa religiosa

    Obiettivo: nella visita al lago e ai suoi villaggi vedremo in che modo Gesù è il Signore e il Messia. Il suo modo di fare suscita stupore, gioia, ma anche incomprensioni e ostilità. Tutti si chiedono chi è e da dove viene. Molti si aspettano da lui che guarisca tutte le malattie e liberi il popolo dai romani; i suoi miracoli però sono un invito alla condivisione e alla guarigione del cuore.

  8. 8
    8° giorno

    Testimoni di Gesù e dell’Evangelo di Dio da Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino all’estremità della terra (At 1,8)

    In mattinata, completeremo la visita della città di Nazareth, centro della vita nascosta di Gesù: sosta alla Basilica dell’Annunciazione e alla fontana della Vergine.

    In tempo utile, partenza per Tel Aviv, costeggiando il Mar Mediterraneo, lungo la famosa Stella Maris, importante via di comunicazione. Arrivo in aeroporto, operazioni d’imbarco e partenza per l’Italia.  Termine dei servizi.

    Obiettivo: Gesù risorto si prende cura di chi è rimasto deluso da lui a causa della sua morte in croce, ed ora è in fuga. Gesù risorto non se n’è andato per sempre ma è entrato nell’invisibilità; non è rimasto chiuso in una tomba ma cammina sulle strade degli uomini vestendo i panni degli altri uomini.

     

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