Il Purim
La festività ebraica con il dolce tradizionale "orecchie di Aman"
La festività ebraica di Purim viene spesso definita “il carnevale ebraico”: bambini e adulti si travestono, le strade si riempiono di colori e allegria, e regna un clima giocoso che ricorda le nostre tradizioni carnevalesche. Ma il motivo del festeggiamento è molto più profondo e radicato nella storia del popolo ebraico.
Purim ricorda infatti un episodio biblico divenuto simbolo delle minacce antisemite di ogni epoca: la storia di Ester, l’eroina che, mettendo a rischio la propria vita, riuscì a salvare il suo popolo dallo sterminio.
Secondo il Libro di Ester, il malvagio Aman, consigliere del re persiano Assuero, pretendeva che chiunque si inchinasse al suo passaggio. Ma Mardocheo, ebreo e parente di Ester, rifiutò: l’inchino era un gesto di obbedienza riservato solo a Dio. Sentendosi offeso, Aman decise di sterminare l’intero popolo ebraico e fissò la data del massacro tirando a sorte (pur in ebraico, da qui “Purim”): il 13 di Adar.
Avvisata da Mardocheo, Ester decise coraggiosamente di presentarsi al cospetto del re senza essere convocata – gesto punibile con la morte – per intercedere per il suo popolo. Il re ascoltò la supplica della sposa, salvò gli ebrei e condannò Aman al posto loro.
Così Ester, con il suo gesto, ribaltò le sorti di un intero popolo.
La festa più gioiosa dell’ebraismo
Purim è considerata la festa più allegra del calendario ebraico. Esiste perfino un’indicazione rabbinica che invita a festeggiare con tale gioia da non distinguere più tra “Benedetto sia Mardocheo” e “Maledetto sia Aman”: un modo simbolico per sottolineare quanto la gioia debba essere piena.
La celebrazione comincia la sera precedente con un digiuno in memoria dei tre giorni di preghiera e astinenza che precedettero la decisione di Ester. Al digiuno segue il giorno di festa, il 14 di Adar, durante il quale si osservano quattro mitzvòt (precetti):
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Ascoltare la Meghillà di Ester la sera del 13 e la mattina del 14.
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Donare due porzioni di cibo ad almeno una persona (di solito piatti pronti, dolci o succhi).
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Fare un dono ai bisognosi, perché nessuno sia escluso dalla gioia.
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Partecipare a un pasto festivo, un momento di convivialità e gratitudine.
Il dolce simbolo della festa: le Orecchie di Aman
Tra le preparazioni tipiche di Purim ci sono le Orecchie di Aman (Hamantaschen), dolci triangolari di pasta ripiena che ricordano, secondo la tradizione, il cappello o le orecchie del perfido Aman.
Sono croccanti fuori, morbide dentro, e si preparano con ripieni diversi: marmellata, cioccolato, frutta secca o semi di papavero.
Ecco la ricetta, ispirata a quella della Comunità Ebraica di Milano.
Ricetta: Orecchie di Aman (Hamantaschen)
Ingredienti (per circa 25-30 dolcetti)
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300 g di farina
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120 g di zucchero
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120 g di burro morbido
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2 uova
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1 cucchiaino di lievito per dolci
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1 bustina di vanillina (o estratto di vaniglia)
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Un pizzico di sale
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Ripieno a scelta: marmellata (albicocche/prugne), crema di cioccolato, nocciole o semi di papavero
Preparazione
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In una ciotola mescola farina, zucchero, lievito, vaniglia e sale.
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Aggiungi il burro morbido a pezzetti e inizia a lavorare l’impasto.
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Unisci le uova e lavora fino a ottenere un impasto liscio e compatto.
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Avvolgi l’impasto nella pellicola e lascialo riposare 30 minuti in frigorifero.
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Stendi la pasta a circa 3-4 mm di spessore e ritaglia dei cerchi con un bicchiere o un coppapasta.
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Metti al centro di ciascun cerchio un cucchiaino di ripieno.
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Chiudi a triangolo pizzicando bene i bordi, lasciando il ripieno visibile al centro.
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Disponi i dolcetti su una teglia rivestita con carta forno.
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Cuoci a 180°C per 12–15 minuti, finché i bordi non risultano appena dorati.
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Lascia raffreddare prima di servire.
Le Orecchie di Aman sono perfette per accompagnare i festeggiamenti e portano in tavola il sapore stesso della festa.
La ricetta:
2 uova
1 bicchiere di zucchero
1/2 bicchiere di olio d’oliva leggero (o un quarto olio d’oliva e un quarto olio di semi)
1/2 bustina di lievito
2 bicchieri e 1/2 di farina
marmellate, a piacere
N.B. per bicchiere intendo un bicchiere di plastica bianco
Mescolate tutti gli ingredienti in una ciotola e impastateli bene, dapprima con l’aiuto di un leccapentola o di un cucchiaio di legno, poi a mano, fino ad ottenere un bell’impasto sodo e compatto, che non si attacchi alle mani.
Fate riposare l’impasto così ottenuto, coperto con uno strofinaccio, per mezz’oretta, poi stendetelo sul piano di lavoro ben infarinato allo spessore di circa mezzo centimetro (se riuscite anche più sottile, ma poi l’operazione si complica).
Con l’aiuto di un coppapasta tagliate dei cerchi di impasto della misura che preferite, disponete al centro dei cerchi una piccola quantità di marmellata e poi chiudete i cerchi a triangolo, sovrapponendo le alette e premendo leggermente per sigillare il tutto.
Disponete le “orecchie” così ottenute su un foglio di carta da forno e infornate a 150 gradi per una decina di minuti, sorvegliando attentamente la cottura perchè a seconda del forno la temperatura può variare ed è facilissimo bruciare i biscotti.
Sfornate le orecchie di Aman e fatele raffreddare all’aria aperta.