Ramadan
Alcune curiosità sul mese di Ramadan in Israele
Il Ramadan è il mese sacro dell’Islam, un periodo dedicato al digiuno, alla preghiera e alla riflessione interiore. Ma oltre agli aspetti religiosi, il Ramadan è ricco di tradizioni, curiosità e significati culturali che spesso sfuggono a chi non lo conosce da vicino.
Il digiuno, o sawm, è il più noto dei cinque pilastri dell’Islam. Gli adulti musulmani si astengono da cibo, bevande, fumo e rapporti sessuali dall’alba al tramonto. Ma il Ramadan non è solo astinenza: è un momento per purificare corpo e spirito, rafforzare la disciplina personale e sviluppare empatia verso chi è meno fortunato.
Un aspetto curioso è la pratica del suhoor e dell’iftar. Il suhoor è il pasto consumato prima dell’alba, mentre l’iftar è quello che interrompe il digiuno al tramonto. Tradizionalmente, l’iftar inizia con datteri e acqua, seguendo l’esempio del Profeta Maometto. Ma in ogni Paese si aggiungono sapori e ricette locali: zuppe speziate in Marocco, dolci a base di miele in Medio Oriente, piatti di riso e carne in Asia.
Durante il Ramadan, le città assumono un aspetto unico: mercati illuminati, lampade decorate, moschee piene di fedeli e un’atmosfera di convivialità. È il momento di condivisione, quando famiglie e comunità si riuniscono per rompere il digiuno insieme.
Un’altra curiosità riguarda il tessuto sociale e culturale: il Ramadan favorisce la solidarietà, la beneficenza (zakat) e l’attenzione verso gli altri. Molti musulmani scelgono di offrire pasti ai bisognosi o di impegnarsi in attività caritatevoli.
Infine, il Ramadan si conclude con l’Eid al-Fitr, la “festa della rottura del digiuno”, un giorno di gioia, preghiera e doni, simile a una grande celebrazione comunitaria.
In sintesi, il Ramadan non è solo un periodo di digiuno: è un viaggio interiore, un’occasione per rallentare, riflettere, condividere e riscoprire il valore della gratitudine.
Articolo liberamente tradotto da © www.haaretz.com, redatto in inglese da Haneen Shibli.