Chiese Sorelle: Armenia, nel cuore di una chiesa chiesa antica
Dove finisce l’Europa e inizia davvero l’Asia? Forse la risposta si trova in Armenia, tra le vette silenziose del piccolo Caucaso, in un Paese che – nonostante le dimensioni – racchiude un’anima profonda e potente. Qui ogni pietra ha qualcosa da dire, ogni valle è una pagina di storia ancora aperta.
L’Armenia è un luogo che vibra di spiritualità e memoria, dove la roccia stessa sembra raccontare. Non è un Paese da visitare con fretta: è da ascoltare. Si entra in silenzio tra canyon scavati dal tempo, si percorrono sentieri che conducono a monasteri nascosti, si accarezzano le mura di una chiesa antica che resiste da secoli, solitaria, sospesa tra cielo e terra.
Qui il tempo non scorre come altrove. La fede cristiana – la prima al mondo ad essere adottata come religione di Stato – è ancora un faro, una forza che ha tenuto insieme un popolo attraversato da invasioni, persecuzioni e lunghi silenzi. Ma mai piegato.
Ogni chiesa antica è molto più che un luogo sacro: è testimonianza viva di una civiltà che ha saputo custodire la propria identità attraverso i secoli. E mentre il vento soffia tra le montagne, ti accorgi che questa terra ha qualcosa di eterno.
Se cerchi un viaggio che ti tocchi davvero, che ti porti fuori dalle rotte comuni e dentro l’anima di un popolo, l’Armenia ti aspetta. Non è un luogo da fotografare soltanto. È un luogo da sentire.
Programma
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11° giorno
Ci troviamo all’aeroporto concordato per il disbrigo delle operazioni d’imbarco e partiamo per Yerevan. Cena e notte in volo.
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22° giorno
Arriviamo finalmente a Yerevan; incontriamo la guida e ci trasferiamo in hotel per alcune ore di riposto. In tempo utile iniziamo le visite di questa moderna città, chiamata “la città rosa” dal colore dei suoi edifici: visitiamo la Piazza della Repubblica, la Piazza dell’Opera, il Viale Settentrionale, il Monumento “Cascade”, l’Università Statale, il Parco della Vittoria con la statua “Madre Armenia” e la Cattedrale di San Gregorio l’Illuminatore.
Entriamo nella storia del popolo armeno: visitiamo il Museo Storico d’Armenia e il Memoriale di Tsitsernakaberd (Memoriale del Genocidio): qui, attraverso un percorso fotografico, ripercorriamo gli eventi e le cause del genocidio e della dispersione del popolo armeno. Cena e pernottamento in hotel a Yerevan.
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33° giorno
Si parte per il sud dell’Armenia, con prima tappa al monastero di Khor Virap, luogo simbolico legato a San Gregorio l’Illuminatore e con splendida vista sul monte Ararat. Si prosegue per Areni, celebre per il vino, con degustazione in cantina, e poi si visita la Caverna degli Uccelli, dove è stata ritrovata la scarpa più antica del mondo. Si raggiunge quindi il monastero di Noravank, risalente al XIII–XIV secolo e patrimonio UNESCO. Nel pomeriggio, visita al sito megalitico di Carahunge, l’antica “Stonehenge armena”. In serata arrivo a Goris, tra spettacolari formazioni rocciose, per cena e pernottamento.
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44° giorno
In mattinata partiamo per il monastero di Tatev, che si eleva solitario in mezzo ad una natura incontaminata: lo raggiungiamo salendo sulla funivia più lunga del mondo, attraversando la gola di Halidzor. Nel pomeriggio conosciamo le tradizionali abitazioni troglodite passeggiando nell’antico villaggio di Khdzoresk, una delle città storiche dell’Armenia e un tempo un importante centro culturale e commerciale. Nel 2015, l’UNESCO ha inserito Khndzoresk nella sua lista di patrimonio mondiale, sottolineando la sua importanza culturale, storica e naturale. Visitiamo poi la Casa Museo di Aksel Bakunts, importante scrittore armeno del XX secolo, e il Museo «Samovar stories» che celebra la tradizionale cerimonia del tè. Sistemazione in hotel a Goris.
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55° giorno
In mattinata partiamo per il lago Sevan, la “perla” dell’Armenia: attraversiamo il passo di Selim a 2410 metri sopra il livello del mare e visitiamo l’omonimo caravanserraglio, costruito nel 1332 lungo la Via della Seta e menzionato anche nelle memorie di Marco Polo. Successivamente, facciamo una sosta presso la fattoria del Mikayelyan Family Farm sulla sponda del lago Sevan. Arrivati a Noraduz, entriamo nella tradizione e nella cultura armena ammirando le numerose khatchkar, croci di pietra (khatch= croce + qar = pietra), simboli dell’arte armena cristiana. Nel pomeriggio visitiamo la penisola di Sevan con le sue due chiese medioevali: la chiesa dei Santi Apostoli e la chiesa di Santa Madre di Dio, costruite nell’ 874. Prima di rientrare a Yerevan, attraversiamo in barca il lago di Sevan. Rientro a Yerevan, sistemazione in hotel, cena e pernottamento.
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66° giorno
Esploriamo Etchmiadzin, centro spirituale degli Armeni, situato nella valle dell’Ararat. Il nome significa “luogo dove discese l’Unigenito di Dio” e, secondo la visione che ebbe Gregorio l’Illuminatore, si tratta della discesa di Cristo dal cielo in mezzo ad una nube di fuoco. Nel luogo indicato della visione fu costruita la Cattedrale, residenza del catholicos. Nel pomeriggio, visitiamo il monastero di Hovhannavank sul Canyon Khassakh e la fortezza di Amberd del VII-XIII secolo, costruita sulla confluenza dei fiumi Arkashen e Amberd. Rientro a Yerevan.
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77° giorno
Partiamo alla scoperta dell’unico monumento armeno di epoca ellenistica, la fortezza ed il tempio di Garni, che ospitava la residenza estiva del re Tiridate. L’edificio più importante del complesso è il tempio ionico, dedicato al dio Mithra, che raggiungiamo con una camminata di circa 40 minuti nella Gola di Garni, famosa per le sue colonne di basalto, denominate “Sinfonia delle pietre”. Proseguiamo con la visita dell’unico monastero rupestre armeno di Ghegardavank, del XIII secolo. Il suo nome significa “monastero della lancia”: secondo la tradizione qui fu conservato un frammento della lancia con cui venne ferito il costato di Cristo. Rientriamo a Yerevan e scopriamo il meraviglioso mondo dei manoscritti al Museo del Matenadaran, “sacrario” dell’identità armena. Tempo libero al mercato del Vernissage per le spese personali.
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88° giorno
Nel cuore della notte inizia il nostro rientro in Italia; arrivo in aeroporto, disbrigo delle operazioni d’imbarco e partenza per l’Italia.
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