Tent of Nations
Pietre vive in Palestina
Fanno quasi sorridere, questa mattina, le piccole complicazioni della nostra vita da “europei”, soprattutto dopo aver ascoltato ieri la testimonianza di Daoud Nassar, cristiano palestinese di Betlemme, ospite della parrocchia di Santa Maria di Calderara di Reno, nel bolognese.
L’incontro – organizzato da don Marco Bonfiglioli e sostenuto da FrateSole e dal Comune di Calderara, presente anche il sindaco Irene Priolo – si inserisce nel percorso dei pellegrinaggi in Terra Santa che don Marco anima da anni. La fattoria della famiglia Nassar, la celebre “Tent of Nations”, è ormai una tappa fissa per centinaia di pellegrini e volontari provenienti da ogni parte del mondo.
La storia di Daoud, per chi conosce la Cisgiordania, non stupisce: è la storia di un palestinese cristiano che decide di restare nella sua terra nonostante difficoltà immense e continue minacce di confisca. Le pressioni sono molteplici: offerte in denaro per vendere, attacchi, ruspe che tentano di aprirsi un varco nella sua proprietà, controlli continui dell’esercito, nuovi tratti di barriera, interruzioni di acqua ed elettricità, divieto di costruire, perfino di piantare tende o nuovi alberi. E quando gli alberi vengono sradicati, vengono distrutte anche colture e mesi di lavoro.
Ciò che davvero sorprende, però, non è la difficoltà, ma la risposta.
Là dove sarebbe comprensibile la rabbia o la rassegnazione, la famiglia Nassar ha scelto un’altra strada: positività, non violenza, creatività, rifiuto dell’odio e dei compromessi facili. Una decisione che affonda le radici nella loro profonda fede cristiana: preghiera quotidiana, lettura dei testi sacri, momenti di condivisione con ospiti e volontari.
“La fede non è sedersi e piangere,” racconta Daoud con il suo ottimo inglese.
“È alzarsi e lavorare. Fare la propria parte.”
Una fede vissuta come azione, non come passiva accettazione, capace di generare un circolo virtuoso in cui la speranza alimenta l’impegno e l’impegno rinforza la speranza.
È così che nasce quella che Daoud chiama “resistenza creativa”: trasformare ogni ostacolo in una possibilità.
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Non c’è elettricità? Si installano pannelli solari.
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Non c’è acqua? Si raccolgono e si riciclano le acque piovane.
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Niente diesel? Si punta al compost e alla produzione di biogas.
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Sradicano alberi? Si ripiantano.
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Vietato costruire? Si costruisce sottoterra.
E quando la speranza sembra affievolirsi, nascono nuovi progetti: campi estivi per i bambini di Betlemme, corsi di formazione per donne senza accesso agli studi, campi di volontariato internazionale, incontri con i pellegrini. E poi, il grande sogno: un centro educativo dedicato all’ambiente e alla non violenza. Il progetto è stato respinto, ma loro non rinunciano. È così che Tent of Nations resiste da decenni.
La forza della famiglia Nassar viene anche dall’enorme sostegno internazionale: volontari da tutto il mondo lavorano con loro e, con la loro sola presenza, hanno ridotto drasticamente gli attacchi alla proprietà. La fattoria non può rimanere vuota – ciò comporterebbe il rischio di esproprio – e il flusso continuo di persone permette ai membri della famiglia di spostarsi quando necessario, anche per condividere la loro storia nel mondo.
Daoud conclude l’incontro raccontando un episodio che dice molto del suo approccio: fermato dai soldati israeliani insieme alla famiglia, chiede di non svegliare i suoi bambini che dormono sul sedile posteriore. I soldati insistono, e così lui sveglia i figli e dice – in inglese, per farsi comprendere chiaramente –:
“Scendete senza paura: quei soldati armati sono persone come noi.”
Alla fine della perquisizione, uno dei soldati si scusa.
La lezione è luminosa nella sua semplicità:
dare un volto umano a chi percepiamo come nemico è il primo passo verso la pace e la giustizia. La fede, vissuta davvero, può trasformare un dolore in una benedizione per qualcuno e il nostro esempio può aprire gli occhi a molti.
E allora, come disse Gesù a Natanaele: “Vieni e vedi”.
Per contattare Tent of Nations – “People Building Bridges”
T.O.N. Italia: Laura Munaro – qeshet.tonitalia@gmail.com
Sito: tentofnations.org
Facebook: Tent of Nations / Nassar Farm
Instagram: @tentofnations
I principi di Tent of Nations
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Rifiutiamo di essere vittime
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Rifiutiamo di odiare
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Viviamo della nostra speranza
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Crediamo nella giustizia