Natale in Terrasanta: dove la Parola si fa carne e la speranza si fa presenza

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Prossima partenza

23/12/2026

Durata

8 giorni
(7 notti)

Quota base

1.850,00 €

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Non lasciamo sola la Terra Santa.

Decidere di tornare è un vero e proprio atto di fede, un gesto concreto di speranza, laddove è stato così difficile mantenerla viva.  Affidarsi alla Parola, farla risuonare in una terra dove le parole sono state a lungo solo violenza e divisione, significa restituire loro il senso originario, quello di un annuncio di pace che non si arrende, nemmeno di fronte all’evidenza del male.

Non andiamo per capire, perché ci sono ferite che non si spiegano.

Andiamo per esserci. Perché la presenza, quando le parole non bastano più, è essa stessa una forma di preghiera.

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Programma

  1. 1
    1° giorno

    Oggi, in una Terra Santa profondamente ferita, cosa vuol dire seguire la Parola come i primi discepoli? Forse lasciare le reti sulla riva, camminare accanto a chi ha perso ogni certezza e affidarsi ad una speranza che non si spiega, ma resiste sempre.

    Ci troviamo all’aeroporto richiesto e dopo aver svolto le formalità d’imbarco, partiamo per la Terra Santa che raggiungiamo dopo alcune ore di volo. All’arrivo, dopo i soliti controlli, con la nostra guida ci dirigiamo a Betlemme, dove ci sistemiamo in albergo o casa religiosa. Cena e pernottamento a Betlemme.

  2. 2
    2° giorno

    Betlemme ci insegna che la vera grandezza non risiede in un trono o in un segno potente, ma in un respiro fragile avvolto in fasce dentro una mangiatoia. Ed è proprio in quella fragilità che si misura tutto il coraggio della fede.

    Dopo la prima colazione andiamo al Campo dei Pastori, che conserva ancora oggi un carattere rurale, richiamando l’ambiente pastorale dei tempi antichi e facciamo memoria dell’annuncio. Pranzo e se possibile incontriamo una delle pietre vive che operano oggi a Betlemme. Nel pomeriggio varchiamo la piccola porta dell’imponente Basilica della Natività, fatta costruire fatta costruire nel IV secolo su impulso dell’imperatore Costantino e di sua madre Elena, e poi ricostruita nel VI secolo sotto Giustiniano dopo un incendio. Partecipiamo alle funzioni di Natale. Cena e pernottamento in albergo.

  3. 3
    3° giorno

    Maria è il “sì” che apre la porta a Dio nella storia: nel suo grembo la Parola si fa carne, nella sua fede si fa possibile l’impossibile. A Nazareth risuona ancora quell’affidamento che non chiede di capire tutto prima di dire “eccomi”.

    Dopo la prima colazione, in bus raggiungiamo Qasr el Yahud, sulle sponde del fiume, luogo del battesimo di Gesù. Dopo aver rinnovato le nostre promesse battesimali, procediamo verso Nazareth e la città dove Gesù trascorse la sua infanzia e giovinezza. Dopo il pranzo visitiamo la Basilica dell’Annunciazione, che custodisce la grotta dove secondo la tradizione l’angelo Gabriele annunciò a Maria la nascita di Gesù. Visitiamo poi la Chiesa di San Giuseppe che sorge sopra alcune grotte e resti attribuiti alla bottega del falegname Giuseppe. Sistemazione in albergo o casa religiosa, cena e pernottamento a Nazareth.

  4. 4
    4° giorno

    Sul Monte delle Beatitudini la Parola non addolcisce la realtà, la sovverte: chiama proprio coloro che il mondo scarta, calpesta, dimentica. Non è consolazione, è rivoluzione. Un nuovo modo di misurare la vita che smonta ogni logica di potere, successo, possesso. Chi sale su questo monte non scende più lo stesso, porta con sé una voce che gli fa vedere il mondo con occhi diversi.

    Dopo la prima colazione raggiungiamo il lago di Tiberiade, circondato dalle suggestive alture del Golan, e ci lasciamo trasportare nella Palestina del I secolo, seguendo il percorso della predicazione di Gesù: Cafarnao, l’antico villaggio di pescatori dove abitava l’apostolo Pietro, Tabgha, luogo tradizionalmente legato al miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, il Primato di Pietro, dove secondo la tradizione il Cristo risorto affidò a Pietro la guida della Chiesa e infine il Monte delle Beatitudini, collina che domina il lago e che la tradizione identifica come il luogo del discorso della montagna. Cena e pernottamento a Nazareth.

  5. 5
    5° giorno

    Sul Tabor la Parola si fa luce che trasfigura e una voce dal cielo indica la via: Ascoltatelo. Da quella vetta si scende per intraprendere la salita vera, quella verso Gerusalemme, dove la stessa Parola che illumina dovrà anche attraversare l’ombra della croce.

    Dopo la prima colazione raggiungiamo le pendici del Monte Tabor e, insieme a Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni, lo risaliamo per ritrovare quel volto che risplendette come il sole. Da questo momento inizia la nostra salita a Gerusalemme, attraversando il deserto di Giuda fino ad arrivare sul Monte degli Ulivi, che domina la Città Vecchia ed è separato da essa dalla valle del Cedron. Qui, in località Betfage, da cui secondo i Vangeli Gesù diede inizio al suo ingresso trionfale a Gerusalemme in groppa ad un asino, compiamo idealmente il nostro ingresso “messianico” nella Città Santa, lasciandoci incantare dal panorama che da qui si apre su Gerusalemme.

    Nel tardo pomeriggio, o in prima serata, se possibile incontriamo il Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo. Sistemazione a Gerusalemme in albergo o casa religiosa, cena e pernottamento.

  6. 6
    6° giorno

    Tra il Cenacolo e il Getsemani, tra il pane spezzato e l’orto degli ulivi la Parola non si proclama più, si consegna. Nell’angoscia di Gesù, nel sonno dei discepoli, si intravede una fatica che è anche la nostra, quella di restare svegli davanti al mistero. Un silenzio che, quando è affidamento totale al Padre, è la più intima delle preghiere.

    Dopo la prima colazione, Vangelo alla mano, accompagniamo Gesù nelle tappe del cammino della Passione. Raggiungiamo il Monte Sion, la collina che fin dall’epoca bizantina è considerata il cuore della Gerusalemme cristiana, e facciamo memoria dell’Ultima Cena al Cenacolo. Saliamo poi alla terrazza della Chiesa di San Pietro in Gallicantu, edificata sopra i resti di edifici bizantini e crociati, nel luogo dove secondo la tradizione sorgeva la casa del sommo sacerdote Caifa e dove Pietro rinnegò tre volte Gesù. Dalla terrazza si ammira un ampio panorama sull’antica città gebusea, il primo nucleo abitativo di Gerusalemme risalente al III millennio a.C., di cui si conservano i resti di un’antica scalinata di epoca romana che secondo la tradizione Gesù stesso percorse la notte del suo arresto. Nel pomeriggio raggiungiamo il Getsemani, ai piedi del Monte degli Ulivi, dove alcuni ulivi millenari testimoniano ancora oggi l’antichità di questo luogo di preghiera: qui sostiamo, sperimentando l’angoscia e il sonno dei discepoli nella notte che precedette la Passione. Nel tardo pomeriggio, se possibile, condivideremo un incontro con un rappresentante della comunità cattolica locale. Cena e pernottamento a Gerusalemme.

  7. 7
    7° giorno

    Sul Golgota la Parola attraversa la morte fino in fondo, ma la morte non ha l’ultima parola: la Tomba Vuota la smentisce per sempre. È il passaggio più antico e più vero, dal buio della croce alla luce di un’alba che nessuno si aspettava, dalle lacrime ad una speranza che non delude. Nessuna sofferenza vince per sempre, la vita continua, comunque, a resistere.

    In mattinata risaliamo sul Monte degli Ulivi, che custodisce memorie importanti della vita di Gesù. Sostiamo all’Edicola dell’Ascensione, piccolo edificio a pianta ottagonale di epoca crociata; alla grotta del Pater Noster, dove il Maestro si raccoglieva in preghiera e insegnava agli apostoli e infine alla terrazza del Dominus Flevit, la cui chiesa, costruita su progetto di Antonio Barluzzi a forma di lacrima, segna il luogo dove Gesù pianse guardando la sua amata Gerusalemme.

    Nel pomeriggio viviamo il momento più intenso del pellegrinaggio: entrando dalla Porta dei Leoni, una delle porte monumentali della Città Vecchia, ripercorriamo le tappe della Via Crucis, toccando la Chiesa della Flagellazione dove Gesù secondo la tradizione sarebbe stato flagellato e il Litostrato, l’antico pavimento in pietra di epoca romana identificato con il pretorio di Pilato. Raggiungiamo a fine giornata il Santo Sepolcro, dove il Calvario e la Tomba Vuota ci accolgono nel punto in cui la storia antica giunge al suo compimento e la storia nuova, quella della Risurrezione, ha inizio.

    Dopo un tempo per la preghiera e la riflessione personale, rientriamo per la cena e il pernottamento a Gerusalemme.

  8. 8
    8° giorno

    Sulla via del ritorno le pietre di Gerusalemme restano dietro di noi, ma qualcosa ci accompagna oltre il confine: la Parola ascoltata su queste strade. Regni, pietre, stagioni, tutto passa, ma Lei resta, ed è Lei che continua a camminare con noi anche dopo l’ultimo passo del pellegrinaggio.

    Dopo la prima colazione, operativo aereo permettendo viviamo l’Experience of Resurrection” presso il Christian Information Center che, attraverso una mostra multimediale sul Santo Sepolcro permette di rivivere i luoghi dove si sono svolti gli ultimi eventi della vita di Gesù. In tempo utile raggiungiamo l’aeroporto; in base all’operativo del volo, svolgiamo le operazioni d’imbarco e ci congediamo dai nostri compagni di viaggio, consapevoli che questa esperienza ci ha resi pellegrini per sempre. Arrivo in Italia e termine dell’esperienza.

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    23

    dic

    2026

    Ritorno

    30

    dic

    2026

    8 giorni (7 notti)

    Volo incluso. Quota di partecipazione per minimo 20 iscritti. Supplemento minimo 15: € 100

    1.850,00 €

    Quota base a persona

    80,00 €

    Quota d’iscrizione

    Accompagnato da

    Fra Gianluigi Ameglio
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