Bulla Regia
Dove i mosaici raccontano storia e fede
Ci sono luoghi in cui le pietre conservano la memoria degli uomini. E poi ci sono luoghi in cui sembrano custodire anche quella della fede.
Bulla Regia, nel cuore della Tunisia, è uno di questi.
A prima vista è un sito archeologico straordinario, celebre per le sue ville romane sotterranee e per alcuni dei mosaici meglio conservati del Mediterraneo. Ma basta rallentare il passo perché emerga qualcosa di diverso. Ogni pavimento decorato, ogni figura, ogni simbolo sembra raccontare una storia che va oltre la semplice bellezza artistica.
Pochi sanno che proprio questa terra fu una delle culle del cristianesimo. Quando a Roma i cristiani erano ancora perseguitati, l’Africa romana era già una delle regioni più vive dal punto di vista teologico e spirituale. Qui nacquero comunità cristiane, si celebrarono concili, sorsero basiliche e si sviluppò un pensiero destinato a influenzare tutta la Chiesa.
È la terra di Tertulliano, di San Cipriano e soprattutto di Sant’Agostino.
Passeggiando tra le rovine di Bulla Regia si incontrano mosaici di una raffinatezza sorprendente. Alcuni raffigurano scene mitologiche, altri la vita quotidiana, altri ancora sembrano richiamare il desiderio dell’uomo di qualcosa che va oltre il tempo. È il linguaggio dell’arte romana, ma osservato oggi sembra quasi preparare il terreno a quella ricerca spirituale che avrebbe segnato i secoli successivi.
E poi ci sono le sue case sotterranee, non erano catacombe né luoghi di culto nascosti. Furono costruite così per affrontare il caldo intenso dell’estate africana. Eppure, entrando in questi ambienti silenziosi, dove la luce filtra lentamente tra le antiche colonne, è difficile non percepire una sensazione di raccoglimento. Come se il tempo scorresse più lentamente e ogni dettaglio invitasse a guardare oltre la superficie.
Forse è proprio questo il fascino di Bulla Regia, non è soltanto uno dei siti archeologici più sorprendenti della Tunisia. È una finestra aperta su un’epoca in cui il Mediterraneo era il cuore della civiltà e l’Africa romana contribuiva in modo decisivo alla nascita del pensiero cristiano.
I suoi mosaici continuano a raccontare storie dopo quasi duemila anni. E, nel loro silenzio, ricordano che alcune delle pagine più importanti della storia della fede non sono state scritte soltanto a Gerusalemme o a Roma, ma anche sulle rive meridionali del Mediterraneo, dove uomini come Sant’Agostino hanno insegnato che il cuore dell’uomo rimane inquieto finché non trova la Verità.