I mosaici di Sefforis
La Monna Lisa del Medio Oriente
Sefforis è considerata uno dei veri gioielli della Galilea, un luogo dove storia, arte e tradizione si intrecciano in modo affascinante. La tradizione cristiana attribuisce a questa città l’ipotesi di essere la patria di Sant’Anna, la madre della Vergine Maria, un dettaglio che aggiunge ulteriore prestigio e fascino spirituale a questo antico insediamento.
Dopo il 70 d.C., con la caduta di Gerusalemme, Sefforis divenne rapidamente uno dei centri più importanti e dinamici della Galilea. La città conobbe un lungo periodo di prosperità che continuò fino all’epoca bizantina. Fu proprio in questi secoli che il volto di Sefforis si arricchì di splendide ville patrizie, decorate con raffinati mosaici che ancora oggi testimoniano l’altissimo livello artistico raggiunto dagli artigiani dell’epoca.
Tra queste dimore spicca la celebre “Villa di Dioniso”, nella quale gli archeologi hanno riportato alla luce un pavimento musivo straordinario. Al centro di esso si trova il ritratto di una giovane donna dalla bellezza sorprendente, divenuto famoso con il nome di “Monna Lisa della Galilea”. L’appellativo deriva dal suo sorriso enigmatico, simile a quello della celebre opera leonardesca, un’espressione delicata e al tempo stesso misteriosa, capace di catturare l’attenzione dello spettatore.
La donna raffigurata presenta capelli adornati da sottili foglie bianche e indossa orecchini di perle che ne accentuano l’eleganza. I suoi occhi castani, profondi e leggermente socchiusi, sembrano seguire chi la osserva, creando un gioco di sguardi che affascina e coinvolge chiunque entri nella sala.
È impossibile non soffermarsi davanti a questo straordinario mosaico: la giovane donna, con il suo sguardo indagatore e la sua compostezza senza tempo, sembra quasi prendere vita, accompagnando i visitatori mentre si muovono nella stanza. La sua presenza, sospesa tra realismo e suggestione artistica, rende l’esperienza di Sefforis ancora più memorabile e invita a riflettere sulla delicatezza dell’arte antica e sulla sua capacità di parlare attraverso i secoli.