Trekking al campo base dell’Everest

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Durata

18 giorni
(19 notti)

Il trekking al campo base dell’Everest è un’esperienza unica, che lascerà un segno indelebile nella vita di ognuno.
Pur non trattandosi di alpinismo, è necessario essere persone esperte, ben preparate e ben equipaggiate. E’ richiesta sia una perfetta forma fisica, per tollerare le altitudini impegnative a cui ci porteremo, sia una preparazione fisica adeguata da affrontare prima della partenza (vedere note in fondo al programma).

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Programma

  1. 1
    1° giorno

    Partenza in serata dall’aeroporto concordato per il Nepal. Pernottamento a bordo.

  2. 2
    2° giorno

    Arrivo in mattinata a Kathmandu, la capitale del Nepal. Incontro con i nostri rappresentanti locali, trasferimento e sistemazione in hotel. Resto della giornata a disposizione per un primo contatto con la città.

  3. 3
    3° giorno

    Dopo colazione visita di Pashupatinath, la piccola Benares del Nepal, dove si svolgono i rituali delle cremazioni e di Bodnath, il più grande stupa buddista al mondo e meta di pellegrinaggi da tutto il Nepal. Nel pomeriggio trasferimento a Bhaktapur, famosa città medioevale dove è possibile ammirare alcune delle testimonianze dell’architettura nepalese. Bhaktapur è anche famosa per le ceramiche e per la lavorazione dei tessuti.

  4. 4
    4° giorno

    Giornata dedicata alla visita della città di Kathmandu, con la zona di Durbar Square, centro vitale della città, di Swayambunath, il più antico stupa del Nepal e di Patan, l’antica capitale di uno dei molti regni della Valle di Kathmandu, con i suoi numerosi palazzi, stupa e pagode. Pomeriggio a disposizione per esplorare il vivace quartiere di Thamel.

  5. 5
    5° giorno

    In mattinata trasferimento all’aeroporto e volo di avvicinamento alla regione dell’Everest. Dopo un atterraggio emozionante nel piccolo aeroporto di montagna di Lukla, incontro con la guida sherpa ed i portatori. Partenza per il trekking che ci porterà al campo base della montagna più alta del mondo. Durante questa prima camminata incontreremo i primi yak, bellissime bestie dal vello fluente, che vagano lenti lungo i sentieri bloccando il passaggio; anche se soffrono le basse quote, gli Sherpa se ne servono per trasportare l’attrezzatura da trekking da Lukla al campo base dell’Everest. Sono relativamente docili e tranquilli, ma state attenti alle corna e agli esemplari che, imbizzarriti, corrono giù per i pendii. Arrivo nel pomeriggio a Phakding (2650mt.).

  6. 6
    6° giorno

    Da Phakding il sentiero segue la Valle del Dudh Kosi verso nord, mantenendosi circa 100 mt. al di sopra del fiume, sulla riva occidentale. Seguiremo il percorso che sale diritto sulla collina, tralasciando il vecchio sentiero pianeggiante che si dirige verso destra. Attraverseremo dei campi, alcuni lodge a Toktok e arriveremo ad una cascata. Poco distante si gode una bellissima vista della zona a oriente del Thamserku (6608 mt.). Non lontano da Benkar il sentiero attraversa il Dudh Kosi per mezzo di un ponte sospeso costruito nel 1996, e raggiunge la riva orientale. Il sentiero segue un bel percorso lungo il fiume, e poi sale verso Chomoa. In tutta questa parte della pista, i villaggi si alternano a meravigliose foreste di rododendri, magnolie e abeti giganti. Poco dopo Monjo il sentiero si inoltra nel Sagarmatha (Everest) National Park. All’ingresso le guardie forestali controllano il permesso d’entrata per assicurarsi che abbiate pagato la tassa di ingresso e registrano il vostro arrivo. Nel 1979 l’Unesco ha dichiarato il parco Patrimonio dell’Umanità. La salita fino a Namche Bazaar è lunga e conduce verso zone dove sussiste il pericolo reale di avvertire il mal d’altitudine. Per dare modo all’organismo di acclimatarsi, è importante non stancarsi, perciò camminate lentamente su questo tratto. Arrivo nel tardo pomeriggio a Namche Bazaar (3450mt.).

  7. 7
    7° giorno

    È importante acclimatarsi prima di spingersi a quote più elevate. Questo è il primo di due giorni dedicati all’acclimatazione che tutti dovrebbero inserire nella propria tabella di marcia. Si può dedicare la giornata ad una escursione a piedi fino a Tham , a una visita di Khunde o Khumjung o a rilassarsi con l’esplorazione di questa caratteristica cittadina.

  8. 8
    8° giorno

    Per andare da Namche Bazaar a Thyangboche c’è un percorso diretto, abbastanza pianeggiante, che inizia a Chhorkung; questa strada entra ed esce dalle valli laterali, con piccoli saliscendi, e arriva alle bancarelle di souvenir e tè di Kenjoma, poi si unisce al sentiero che arriva da Khumjung, poco prima di una serie di muriccioli di pietra mani. La vista sull’Everest e sull’Ama Dablam (definita da molti la montagna più bella del mondo) è spettacolare. L’ultima salita che conduce a Thyangboche è molto faticosa, ma verrete ripagati dalla vista dell’imponente monastero buddista (il più grande del Nepal) e soprattutto dallo scorcio suggestivo dei giganti himalayani, Il Kwangde (6187 m), il Tawachee(6542 m), l’Everest (8848mt.), il Nuptse, il Lhotse (8501 m), l’Ama Dablam, il Kantega e il Thamserku. Pernottamento a Deboche.

  9. 9
    9° giorno

    Per arrivare a Dingboche, resteremo sul sentiero più largo fra quelli dell’incrocio dopo Orsho, poi scenderemo fino ad un ponte che attraversa il Khumbu Khola a 4130 m. Dal ponte saliremo per circa 45 minuti fino ad una cresta e attraverseremo fino ai lodge di Dingboche (4360 m). Dingboche è un luogo molto piacevole e la vista sulle montagne è incantevole.

  10. 10
    10° giorno

    Da Dimboche prendiamo il sentiero che sale verso il villaggio di Duglha. Da lì la pista sale direttamente sulla morena terminale del Ghiacciaio Khumbu per circa un’ora, poi svolta a sinistra e raggiunge un’area commemorativa conosciuta con il nome di Chukpilhara; vi si trovano una serie di monumenti di pietra eretti alla memoria dei numerosi sherpa morti nelle tante spedizioni alpinistiche sull’Everest. Il sentiero scende un po’ e segue il versante occidentale della valle fino a Lobuche, un villaggio a 4930 mt. che è diventato un importante punto di sosta dei trekking.

  11. 11
    11° giorno

    Il primo tratto del sentiero che parte da Lobuche segue il versante occidentale dell’ampia Valle del Khumbu e sale dolcemente attraverso i prati accanto a una morena di origine glaciale. Pur rimanendo ben tracciato, il sentiero si fa ripido e sconnesso quando attraversa diverse morene laterali. In alcuni punti sotto la morena c’è un ghiacciaio attivo, e questo fa sì che il percorso sia in continua evoluzione. Superata una curva, appare la vetta conica del Pumori. Sulle pendici più basse di questa montagna, un crinale che si protende verso sud termina in una cima minore. Si tratta del Kala Pattar (pietra nera), un monte di 5545 mt. che costituisce il punto migliore da cui ammirare l’Everest. Il sentiero scende quindi brevemente fino alla distesa sabbiosa di Gorak Shep (5150mt.) che, nel 1952, costituì il campo base della spedizione svizzera sull’Everest. In genere si riesce a raggiungere Gorak Shep per l’ora di pranzo. Chi non è indebolito dall’altitudine, nel pomeriggio può salire sul Kala Pattar, una delle esperienze più appaganti del viaggio. Si sale per una o due ore per i ripidi pendii erbosi a ovest di Gorak Shep fino ad una piattaforma ai piedi del Pumori. Da qui, benché non si tratti di un punto particolarmente alto, il versante meridionale dell’Everest è visibile per intero, come il Lho La (il passo fra il Nepal e ilTibet) e il Changtse (la cima settentrionale dell’Everest). Avvicinandosi alla cima del Kala Pattar, si scorge una parte sempre più ampia della vetta del monte Everest; proseguendo per un breve tratto dalla sommità del Kala Pattar in direzione nord sul crinale verso il Pumori, si potrà ammirare in tutto il suo splendore il Colle sud.

  12. 12
    12° giorno

    Il viaggio di andata e ritorno da Gorak Shep al campo base richiede circa sei ore ma anche di più se nessuna spedizione è passata di recente, contribuendo a mantenere in buone condizioni un sentiero che muta in continuazione. Il percorso segue il Ghiacciaio Khumbu, a volte sulle morene a volte sul ghiacciaio stesso; questo tratto è particolarmente suggestivo grazie alle splendide vedute dei seracchi alti 15 mt., tipici dei ghiacciai himalayani. Il Campo base dell’Everest non è in realtà un’area ben definita: le diverse spedizioni hanno scelto punti diversi in cui allestire un campo semi-permanente che servisse da base durante i loro tentativi di scalare la montagna. Alcuni di questi punti sono riconoscibili dai detriti lasciati sul ghiacciaio a quota 5360 mt. o più. Il viaggio al campo base, benché ricco di fascino, non è paragonabile per spettacolarità alla scalata del Kala Pattar, in quanto dal campo base l’Everest non è visibile. Rientro a Lobuche e pernottamento a Pheriche a 4240mt.

  13. 13
    13° giorno

    Ormai siamo allenati e la discesa verso Tashinga diventa una piacevole camminata. Superiamo i numerosi pascoli di yak e proseguiamo fino all’imboccatura della Valle di Imja. Da qui il panorama è spettacolare ed è facile riconoscere l’lsland Peak (6189 mt.). Il suo nome inglese (che equivale a “vetta isolata”) lo descrive perfettamente. Il Makalu (8463 mt.) è il monte grigioverde che si scorge in lontananza sopra il passo, a destra dell’Island Peak. Scenderemo fino al villaggio di Shomare e proseguiremo fino a Pangboche che raggiungeremo nel pomeriggio. Possibilità di visitare il gompa (monastero buddista) del villaggio. Pernottamento a Tashinga.

  14. 14
    14° giorno

    In mattinata ci rimetteremo in cammino verso Monjo. Attraverseremo il Dudh Kosi e dopo aver costeggiato i villaggi sherpa di Thesinga e Sanasa, arriveremo a Namche Bazar e ci dirigeremo verso l’uscita del Parco Nazionale. Proseguimento verso Monjo e pernottamento.

  15. 15
    15° giorno

    Partenza in mattinata per Lukla, villaggio di partenza e fine di questo trekking. Pranzo previsto nel villaggio di Phakding. Nel pomeriggio arrivo al villaggio di Lukla, sistemazione in albergo e serata a disposizione.

  16. 16
    16° giorno

    In mattinata ci imbarcheremo sul volo di ritorno per Kathmandu. Dopo un decollo mozzafiato, impiegheremo circa quaranta minuti a raggiungere la città. Sarà un brusco ritorno al rumore e alla frenesia della capitale del Nepal. Sistemazione in hotel e giornata a disposizione.

  17. 17
    17° giorno

    Giornata” jolly” da sfruttare in caso di cancellazione del volo da Lukla.

  18. 18
    18° giorno

    In mattinata trasferimento in aeroporto per il volo di ritorno in Italia. Termine dei servizi.

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