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«Venite e vedrete» (Gv 1,39)

Pellegrinaggio in Terra Santa con il vangelo di Giovanni - Tour su richiesta per gruppi

«Venite e vedrete» (Gv 1,39) è la risposta di Gesù ai discepoli di Giovanni Battista che cercano Gesù e la sua dimora: «Rabbi, dove abiti?» (Gv 1,38). Un incontro indimenticabile, tanto che i due discepoli, anni dopo, si ricorderanno persino l’ora: le quattro del pomeriggio.

Allo stesso modo, seguendo il racconto del vangelo di Giovanni, questo programma si propone di accompagnarti alla ricerca di Gesù e della sua terra, perché sia per te un’esperienza indimenticabile, come quella delle quattro del pomeriggio.

ITALIA (tutte le città italiane) | TEL AVIV | BETLEMME
giorno 1°

Ritrovo dei partecipanti all’aeroporto concordato; disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza con volo di linea per Tel Aviv, transitando per lo scalo di Roma o Vienna. Arrivo nel primo pomeriggio, incontro con la guida e trasferimento a Betlemme. Sistemazione in albergo/casa religiosa, cena e pernottamento.
In base all’orario d’arrivo, breve introduzione per spiegare il tracciato biblico e spirituale del pellegrinaggio, partendo proprio dal suo titolo e dalla chiamata dei primi discepoli (Gv 1,35-39).

BETLEMME | DESERTO DI GIUDA | QUMRAN
giorno 2°

«E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,16)

In mattinata visita alla Basilica della Natività e al campo dei Pastori. Proseguimento per il deserto di Giuda costeggiando il Mar Morto. Visita del sito archeologico di Qumran. Rientro a Betlemme ed incontro con una realtà locale palestinese. Pernottamento a Betlemme.

Il vangelo di Giovanni si apre con il Prologo (Gv 1, 11-18): tre sono le parole chiavi che guideranno la giornata: la carne che si fa tenda e la testimonianza di Giovanni Battista (“Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni” Gv 1,6).

QASR EL YAHUD | NAZARETH | ZIPPORI
giorno 3°

«Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre?» (Gv 6,42)

Di primo mattino lasciamo la città di Betlemme e ci dirigiamo verso la Galilea. La prima tappa è lungo la valle del Giordano al sito di Qasr El Yahud, luogo che ricorda il battesimo di Gesù. Giunti a Nazareth visiteremo la Basilica dell’Annunciazione e la Chiesa di S. Giuseppe. Attraversando il suq giungeremo alla Chiesa ortodossa di San Gabriele, detta ‘fontana della Vergine’. Nel pomeriggio visitiamo Zippori dove affronteremo il tema della vita quotidiana di Gesù. Rientro e pernottamento a Nazareth.

La memoria del Battesimo ci permette di creare un ponte tra la testimonianza del Battista e il ministero di Gesù in Galilea che, secondo Giovanni, inizia con il segno di Cana (Gv 2). Giovanni localizza in luogo del Battesimo a Betania al di là del Giordano oggi in territorio Giordano (non visitabile in questo itinerario).

CANA | LAGO DI GALILEA | MAGDALA
giorno 4°

«Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora» (Gv 2,10)

La giornata inizia con la visita di Cana, luogo che fa memoria del primo segno di Gesù. Da qui scendiamo verso il lago di Galilea e visitiamo la chiesa benedettina di Tabgha, memoria della moltiplicazione dei pani e pesci. Continuiamo la visita a Cafarnao e faremo la traversata sul lago in battello. Al termine, ci dirigiamo sul monte delle Beatitudini. Nel pomeriggio, visitiamo la chiesa del Primato di Pietro. La giornata termina con la visita a Magdala. Rientro e pernottamento a Nazareth.

Iniziare la giornata da Cana è molto importante per Giovanni perché Cana è l’inizio dei “segni” di Gesù: leggeremo il testo delle Nozze (Gv 2,1-13), dove si comprende che Gesù è lo sposo che ama con gesti di amore concreti durante la sua vita pubblica. Scendiamo poi a Cafarnao, seguendo idealmente il vangelo di Giovanni che cita: «Dopo questo fatto [segno a Cana] scese a Cafarnao, insieme a sua madre, ai suoi fratelli e ai suoi discepoli. Là rimasero pochi giorni» (Gv 2,13).

TABOR | SICHEM | BETANIA | GERUSALEMME
giorno 5°

«Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva chi crede in me» (Gv 7,37-38)

Con la giornata odierna il cammino si dirige verso Gerusalemme. Al mattino saliamo sul monte Tabor. Se sarà possibile sostiamo a Sichem* (Nablus) in Samaria presso il pozzo di Giacobbe, memoria dell’incontro Gesù con la Samaritana in cerca di acqua (Gv 4). Visiteremo –se possibile – quella che la tradizione indica come la Tomba di San Giovanni Battista e il sito archeologico di Sebastia. Il cammino prosegue a Betania luogo che fa memoria di Marta, Maria e Lazzaro, gli amici di Gesù (Gv 11). Arrivo in serata a Gerusalemme. Sistemazione in albergo | casa religiosa, cena e pernottamento.

Ci sono due tipi di acqua che dissetano la vita dell’uomo, quella fisica e quella interiore; quest’ultima sazia la sete nei mezzogiorni della nostra vita (Gv 4,13-14). Pian piano l’equivoco nella conversazione si chiarisce e la donna si illumina e corre al villaggio per chiamare gli altri (Gv 4,29) . E’ il segno che la buona notizia l’ha raggiunta e ha messo in moto la conversione del cuore.

*da riconfermare in loco al momento della partenza: in alternativa si percorrerà la Via Maris, che costeggia il Mediterraneo, con sosta al sito di Cesarea.

QUARTIERE ARMENO | CITTÀ DI DAVIDE | IL SION CRISTIANO
giorno 6°

«Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» (Gv 14,6)

In mattinata visita a piedi alla città vecchia attraversando il quartiere armeno e il quartiere ebraico. Raggiungiamo il muro della cinta erodiana, denominato Ha Kothel (muro occidentale), il posto più sacro della religione ebraica. Uscendo dalla porta del letame visitiamo l’antica città di Davide e raggiungiamo la piscina di Siloe dove è ambientato il racconto della guarigione di un cieco nato (Gv 9,1-8). Nel pomeriggio visitiamo l’area del Monte Sion cominciando dalla sala del Cenacolo; sosta alla Basilica della Dormizione di Maria e alla Chiesa del Gallicantu, che ricorda il tradimento di Pietro. Pernottamento a Gerusalemme.

La mattinata è dedicata soprattutto all’esplorazione della parte ebraica della città per comprendere la dimensione originaria della fede di Gesù, che è nato, formato e cresciuto nel contesto culturale e religioso ebraico. Il pomeriggio invece segnerà l’inizio dei racconti della passione e morte di Gesù: ricordiamo che Giovanni non racconta l’ultima cena ma dedica molto spazio ai cosiddetti “discorsi di addio”.

GERUSALEMME: DAL MONTE DEGLI ULIVI AL SANTO SEPOLCRO
giorno 7°

«Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto» (Gv 19,37)

La giornata incomincia con il trasferimento in bus sul Monte degli Ulivi dove facciamo una sosta alla chiesa che conserva la Grotta del Pater Noster; proseguiamo a piedi verso il Dominus Flevit dove si ricorda il lamento di Gesù sulla città e continuiamo il cammino con la visita alla Tomba di Maria e alla Grotta dell’Arresto. Infine, ci fermiamo alla Basilica del Getzemani.
Nel pomeriggio partendo dalla Porta dei Leoni e attraversando il quartiere arabo, visitiamo la chiesa di S. Anna e la Piscina Probatica. Da qui ripercorriamo alcune tappe della “Via Crucis di Gesù”: la Chiesa della Flagellazione, il Litostroto, la 6° stazione (dedicata a Veronica), la 9° (dove si trova il patriarcato copto) e infine la Basilica della Resurrezione, con la visita approfondita al Calvario e al Santo Sepolcro. Tempo per la preghiera.

La giornata ha come filo conduttore il racconto della passione e morte di Gesù (Gv 18-19) e sarà importante fare una sosta nella chiesa dell’Ecce Homo dove con l’aiuto di alcune postazioni didattiche potremo comprendere meglio la geografia pasquale che ha il suo cuore nella basilica del Santo Sepolcro.

AIN KAREM| ITALIA (tutte le città italiane)
giorno 8°

«Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto» (Gv 20,29)

In mattinata partenza per la località di Ain Karem dove si trova la memoria dell’incontro di Maria con Elisabetta e la chiesa di San Giovanni. In tempo utile trasferimento in aeroporto, operazioni d’imbarco e partenza per l’Italia (transitando per lo scalo di Roma o Monaco o Vienna). Termine dei servizi.

Il ministero di Gesù inizia a Cana con la presenza della Madre e termina sulla croce con la consegna della Madre al discepolo amato. Ain Karem forma un arco inclusivo con l’inizio del racconto del vangelo e del pellegrinaggio. Anche se Giovanni non menziona la visita di Maria alla cugina, questo luogo ha molta importanza simbolica: ogni pellegrino al termine del viaggio è chiamato ad essere testimone e voce del Messia come il Battista.

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