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Il Convento di San Francesco di Assisi a Santiago de Compostela L'impronta di Francesco nel pellegrinaggio a Santiago

Sono i Fioretti a raccontare dell’ipotetico viaggio di San Francesco verso la tomba di San Giacomo. Così recitano:

Come l’agnolo di Dio propuose una quistione a frat’Elia guardiano d’uno luogo di Val di Spoleto; e perché frat’Elia li rispuose superbiosamente si partì e andonne in cammino di santo Jacopo, dove trovò frate Bernardo e dissegli questa storia. Al principio e fondamento dell’Ordine, quando erano pochi frati e non erano ancora presi i luoghi, santo Francesco per sua divozione andò a santo Jacopo di Galizia, e menò seco alquanti frati, fra li quali fu l’uno frate Bernardo. E andando così insieme per lo cammino, trovò in una terra un poverello infermo, al quale avendo compassione, disse a frate Bernardo: «Figliuolo, io voglio che tu rimanghi qui a servire a questo infermo». E frate Bernardo, umilmente inginocchiandosi e inchinando il capo, ricevette la obbidienza del padre santo e rimase in quel luogo; e santo Francesco con gli altri compagni andarono a santo Jacopo. Essendo giunti là. e stando la notte in orazione nella chiesa di santo Jacopo, fu da Dio rivelato a santo Francesco ch’egli dovea prendere di molti luoghi per lo mondo, imperò che l’Ordine suo si dovea ampliare e crescere in grande moltitudine di frati. E in cotesta rivelazione cominciò santo Francesco a prendere luoghi in quelle contrade. E ritornando santo Francesco per la via di prima, ritrovò frate Bernardo, e lo infermo, con cui l’avea lasciato. perfettamente guarito; onde santo Francesco concedette l’anno seguente a frate Bernardo ch’egli andasse a santo Jacopo….

I Fioretti sono però quasi l’unica fonte a tracciare la storia di Francesco lungo il Cammino di Santiago, che ai suoi tempi, nel XIII secolo, era un pellegrinaggio già molto diffuso su cui era strutturata una capillare rete di accoglienza e che aveva già generato fruttuosi scambi culturali ed economici tra le diverse nazioni del tempo: un primo scampolo di Europa, quando ancora non si poteva certo immaginarla unita.

C’è poi una fonte che riguarda Santa Chiara, che, secondo la testimonianza di una sua consorella “innanti che le fussero tagliati li capelli” fu mandata a visitare e quindi fu mandata in pellegrinaggio alla chiesa di San Giacomo.

Ma anche se le fonti sono scarne, i segni della presenza di Francesco e dei francescani si possono leggere nelle tradizioni religiose e nell’arte e architettura che si dipana lungo il cammino. Prima fra tutte la tradizione alla base della fondazione del convento francescano di Santiago, che si può leggere in una epigrafe in granito li conservata: all’arrivo a Santiago, Francesco sarebbe stato ospitato da un povero carbonaio che abitava vicino all’eremo di San Paio, dove Francesco si recava in preghiera. Fu qui che Dio gli si rivelò, chiedendo la fondazione di un convento proprio in quel luogo.

Sappiamo comunque con certezza che Francesco passò in Spagna nei suoi tentativi di raggiungere il Marocco ed è chiaro che lo spirito francescano sarebbe sicuramente compatibile con l’idea del  pellegrinaggio come avviene lungo il Cammino: nel mezzo della natura, con pochi mezzi e nella semplicità e umiltà che è propria dei francescani, guidati dalla luna e dalle stelle che Francesco stesso ha voluto cantare nel suo Cantico delle Creature.

Il monastero di San Francisco (il nome di San Francesco in spagnolo) è la testimonianza materiale della commemorazione della città di Santiago de Compostela al pellegrinaggio di San Francesco ed alla visita della tomba dell’apostolo San Giacomo.

Il monastero, la chiesa e la statua dedicati a San Francesco nella città di Santiago de Compostela si trovano in Rua Campiño de San Francisco poco distanti dalla piazza della Cattedrale. Il monastero oggi ospita anche il Museo della Terra Santa e un hotel storico che ha inglobato i locali del convento con i suoi due chiostri e la Chiesa, e un ristorante.

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