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Meraviglie siciliane: il Cristo Pantocratore Il Duomo di Cefalù e i suoi preziosi mosaici

Il 5, 6, 7 febbraio 1783 un violento terremoto sconvolse la sicilia, funestando particolarmente Messina che venne rasa al suolo (…) A Cefalù si ebbe solo l’eco del flagello. Il popolo devoto gridò al miracolo ad ancora una volta alzò pubbliche lodi al Cristo Pantocratore, al SS. Salvatore che aveva voluto risparmiare la sua città.

Il Duomo di Cefalù è un’imperdibile meraviglia artistica e architettonica: caratterizzato da due imponenti torri gemelle, questo capolavoro di arte arabo-normanna è noto per i suoi splendidi mosaici con fondo in oro perfettamente conservati.

L’edificio, il cui nome effettivo è quello di Basilica Cattedrale della Trasfigurazione, venne fondato da Re Ruggero II nel 1131. Il sovrano decise di edificare un mausoleo di famiglia in segno di riconoscenza per essere scampato da una tempesta. La chiesa fu consacrata ufficialmente solo il 10 aprile 1267. Oggi la Cattedrale domina il panorama cittadino dall’alto di una scalinata costruita nel 1851. Ciò che la rende unica sono le due imponenti torri, dotate di raffinate bifore e monofore e sormontate da cuspidi piramidali aggiunte nel Quattrocento: una a pianta quadrata con merli a forma di fiammelle, l’altra a pianta ottagonale con merli ghibellini, a simboleggiare rispettivamente il potere papale e il potere temporale. Tra le due torri si trova il portico a tre arcate, iniziato nel 1471 da Ambrogio da Como, e l’affascinante portale del XII secolo in marmo bianco, ornato da preziose decorazioni. L’interno a tre navate è scandito da sedici colonne di granito. I soffitti lignei conservano tracce della precedente decorazione pittorica con motivi vegetali e figurativi di carattere profano, realizzati da maestranze islamiche. Il culmine dello splendore è però raggiunto dai mosaici situati dietro l’altare: è qui nell’abside centrale, che spicca il vero tesoro custodito nel Duomo, il maestoso Cristo Pantocratore.

Per i cefaludesi,  il Pantocratore non è semplicemente un mosaico di opulenta fattura bizantina; non è il titolare della loro basilica-cattedrale; non è solamente il patrimonio artistico inserito dal 2015 nella prestigiosa lista Unesco.
Il Pantocratore è, per i cefaludesi, assai di più.
Egli è Dio, ma è, al contempo, il Santissimo Salvatore, venerato, nella sua accezione corporea, secondo l’uso greco, ovvero  è il Volto del Cristo che si trasfigura davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni. Volto che si proclama luce del mondo. Infatti attorno al suo Volto sta un’iscrizione in latino che suona così:

Fatto uomo, io che ho creato l’uomo e divento Redentore di chi ho creato; incarnato, giudico la carne; Dio, giudico i cuori.

Non è un semplice mosaico da ammirare ma una vera e propria preghiera dipinta. Il Pantocratore della Cattedrale di Cefalù, infatti, è il Dio – Uomo. Tutto in questo mosaico è al proprio posto: persino le due ciocche di capelli che gli incoronano la fronte che ne evidenziano la sua umanità. E’  vestito con un pallio porfido oro e ricoperto da un celobio azzurro. Le sue vesti, infatti, dicono che la divinità si riveste di umanità. Il linguaggio dei colori nell’arte iconica è molto importante. Il rosso e l’oro sono simboli della divinità; l’azzurro e il verde quello dell’umanità. Il Pantocratore è vestito con una tunica rossa con lumeggiature d’oro: la sua divinità. Sulle spalle porta un mantello azzurro perché si è fatto uomo. Egli è il re, sacerdote e profeta e per questo la croce del nimbo è gemmata a corona. Dalla spalla destra gli pende sul pallio, e sotto il cenobio, l’omoforio pontificale fatto da eleganti striature verdi su argento. E’ un paramento liturgico usato dai vescovi ortodossi e dai vescovi cattolici orientali di rito bizantino. Il manto azzurro e l’abito pontificale rivelano che Gesù è sacerdote e profeta. Le sue mani, poi, dicono la salvezza per la creazione. La sinistra regge il Vangelo che è sorretto dal pollice che rimane nascosto. Si vedono, invece, solo le altre quattro dita che indicano il cosmo al quale proprio il Vangelo si rivolge con parole chiare:

Io sono la luce del cosmo chi segue me non camminerà nelle tenebre ma avrà la luce della vita.

La mano destra, invece, si atteggia al gesto di chi impone il silenzio. Le tre dita che s’incontrano rimandano alla Trinità divina mentre l’anulare e il mignolo uniti indicano il mistero del Dio che si fa uomo.

Per i cefaludesi,  il Cristo Pantocratore, è  il Dio che protegge Cefalù dalla peste, così come dai terremoti, così come dai bombardamenti.
È  Dio che trabocca di amore: << è Patri d’amuri, è tutta bontà>> .

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