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Le copie delle Edicole del Santo Sepolcro nel mondo: dall’architettura, all’infinito. Intervista a Charles-Edouard Guilbert-Roed

Nei nostri ultimi approfondimenti ci siamo occupati di rintracciare e mostrarvi le copie dell’edicola del Santo Sepolcro in Italia, trovandone gli esempi più illustri in Toscana e nell’Alto Lazio. Durante queste ricerche ci siamo imbattuti in un’interessantissima intervista a Charles-Edouard Guilbert-Roed, dottorando in Storia dell’Architettura che ha deciso di avviare una minuziosa ricerca sulle copie.
Lo scorso 12 ottobre presso l’Ecole Biblique et Archéologique française di Gerusalemme, si è tenuta una conferenza al riguardo, durante la quale è stata messa in evidenza la storia dell’evoluzione dell’Edicola del Santo Sepolcro, dall’originale fino alle sue numerosissime copie sparse nel mondo, nella quale l’architettura sacra assume un significato mistico diventando un vero e proprio vettore spirituale verso il Cielo e l’Infinito: questi monumenti devozionali hanno svolto un ruolo importante nel rafforzamento della fede, permettendo ai credenti in pellegrinaggio di rivolgere il loro sguardo interiore verso Gerusalemme.
Vi riportiamo ora alcuni stralci dell’intervista realizzata da Saher Kawas, giornalista per il Latin Patriarchate of Jerusalem.

Quale pensa sia stata la ragione della costruzione delle copie della tomba di Gesù?
Le nuove copie sembrano formare un vero Corpus. Esistono delle ricerche, ma nessuno ha ancora realizzato una raccolta generale su questa tematica. Il mistero della Risurrezione, centrale nella fede, per esempio, è all’origine dei passi spirituali che hanno portato alla costruzione di grotte con pietra tonda, o alla costruzione di una copia dell’Edicola che protegge la Tomba di Cristo. Ad oggi, con il Corpus e le fonti, è possibile identificare diversi motivi della costruzione di queste copie. Il pellegrinaggio alla tomba vuota per testimoniare la Risurrezione ne è un motivo. Ai pellegrini che non potevano recarsi in Terra Santa veniva infatti offerta l’opportunità di eseguire lo stesso passo della Fede, andando a pregare in una copia della stessa tomba. Oltre all’approccio del pellegrinaggio, c’è anche quello devozionale iniziato soprattutto con la creazione delle Stazioni della Croce per meditare sui misteri di Gesù. Anche la Liturgia occupa un ruolo fondamentale nella costruzione di queste copie, perché costituisce un modo di vivere durante la Settimana Santa seguendo le Scritture – dal Venerdì Santo alla Pasqua – a stretto contatto con il luogo. Infine, molte copie sono costruite come sepolcri in cimiteri pubblici. Il modello dell’Edicole è effettivamente riprodotto per accogliere i defunti e forse con l’idea di ottenere da questa tomba la garanzia della Risurrezione.

Quante copie ci sono? Quali sono i periodi in cui sono state costruite? Quali sono i diversi stili architettonici?
Finora la mia ricerca ha identificato quasi 130 copie dell’Edicola del Santo Sepolcro, ed altre rimangono ancora da scoprire. La costruzione di una copia della tomba corrisponde alla riproduzione architettonica a scala 1 dell’Edicola, come è stata quella di Gerusalemme. L’Edicola ha conosciuto quattro forme: una prima bizantina, una seconda presente a partire dal 1012, una terza dal 1555 e infine l’Edicola che conosciamo dal 1810. Oggi le prime tre forme sono scomparse fisicamente, ma grazie alle loro copie è possibile ritrovarle a grandezza naturale. Quindi queste copie sono una vera ricchezza, per conoscere la diffusione della Tomba ma anche per capirla meglio. Nell’arco cronologico di quasi mille anni, queste copie si sono evolute e con loro anche gli stili architettonici, a secondo del luogo in cui venivano costruite. In generale, è possibile classificare le copie in base all’originale che si vuole copiare, sia esso un edificio di stile bizantino, romanico, gotico, moderno e, in ultima analisi, anche secondo una libera interpretazione dell’originale che ho chiamato “stile di fantasia”.

Perché alcune copie assomigliano alla tomba originale, mentre altre se ne distanziano?
Molti edifici sono destinati ad essere una copia dell’Edicola che è presente a Gerusalemme. Il punto comune di questi edifici è la serie di colonne che cingono l’edificio. Il fatto che le colonne vengano ogni volta riprodotte, consente di distinguere l’edificio da una semplice cappella. Probabili spiegazioni di queste differenze possono con certezza essere o una conoscenza parziale dell’originale, o degli errori nella scala, ma soprattutto una appropriazione culturale della tomba. È così possibile vedere che le influenze stilistiche sono presenti in tali copie per consentire una migliore comprensione da parte del visitatore, perché l’edificio viene incorporato in un ambiente a lui familiare. Infine, ci sono copie che non hanno nessuna somiglianza architettonica con l’originale dell’Edicola. Queste, a mio parere, sono anche assai interessanti perché permettono di immaginare come l’Edicola di Gerusalemme sarebbe potuta essere costruita nel XVII e XVIII secolo se – ad esempio – sarebbe stato necessario ricostruirla.

Chi ha iniziato la costruzione di queste copie?
I primi sono stati i francescani, i custodi dei Luoghi Santi, che hanno voluto creare molte copie soprattutto nei Sacro-Monti. Un certo numero di conventi francescani possiede al suo interno almeno un’edicola, come quella della Custodia a Washington, che conserva anche una copia della Tomba della Vergine, della Dormizione di Maria, e anche della Grotta della Natività. Inoltre, è apparso evidente che gran parte di queste copie è stata fatta tra la fine del XVII e il XVIII secolo; ciò si deve all’iniziativa dei frati cappuccini, ramo dei francescani dopo il Concilio di Trento, o dei Gesuiti. Oltre a queste comunità religiose, anche ex pellegrini, vescovi e privati devono aver commissionato la costruzione di copie.

La maggior parte delle copie del Santo Sepolcro si trovano in Austria e nella Repubblica Ceca. Quali sarebbero secondo Lei le ragioni?
La maggior parte delle copie dell’Edicola è stata costruita durante la Contro Riforma negli antichi regni di Boemia, Austria e sui possedimenti della famiglia asburgica. Oggi queste copie si trovano nell’attuale Repubblica Ceca, Germania, Austria, Polonia, Slovacchia, Slovenia. Di altre copie abbiamo referenti in Francia, Belgio, Italia, Russia, Ucraina, Canada, Stati Uniti d’America, Georgia e nella stessa Gerusalemme!

L’approfondimento di questa ricerca consentirà una migliore comprensione di questo fenomeno di costruzione, ma vuole anche essere uno strumento per la conservazione di questi luoghi. Queste tombe vuote rappresentano il forte legame che unisce, nei pressi della tomba di Gerusalemme, tutti i fedeli nel mondo.

 

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