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Pellegrinaggio in Terra Santa con don Marco Bonfiglioli Pellegrinaggio in Terra Santa 2-11 agosto 2019

Pubblichiamo le bellissime immagini e le impressioni in diretta di alcune delle tappe del pellegrinaggio in Terra Santa guidato da don Marco Bonfiglioli e organizzato da FrateSole Viaggeria Francescana.

Testi e foto di Butta Paolo Maria

11 Agosto 2019
16:35 Ain Karem / Tel Aviv / Italia
E' l'alba di questo ultimo giorno in Terra Santa. C'è ancora un sito da visitare, non meno importante degli altri che hanno reso prezioso e significativo il pellegrinaggio: lo Yad Vashem, il Memoriale dell'Olocausto. Quando don Marco ci ha comunicato questa variazione di programma, l'abbiamo accolta con un pò di emozione ma senza dubbi: diceva il card. Carlo Maria Martini, a lungo arcivescovo della diocesi ambrosiana e per molti anni residente a Gerusalemme, che un pellegrinaggio in Terra Santa non dovrebbe mai trascurare una visita allo Yad Vashem. E così, ci adeguiamo. Siamo davvero rimasti scossi da questa visita. Molti di noi di sono chiesti come mai sia potuto accadere un simile orrore. Nel memoriale delle Rimembranze alcuni hanno pregato per le milioni di vittime le cui ceneri sono qui conservate. Abbiamo poi cercato un albero in particolare tra i molti presenti in questo luogo: è stato facile, poichè posto all'inizio del Sentiero e Giardino dei Giusti tra le Nazioni, ovvero luoghi piantumati con alberi in memoria e gratitudine per chi si prodigò per salvare le vite di ebrei altrimenti destinate allo sterminio. Questo albero ricorda Oskar Schindler, di cui molti avranno visto il famoso film, giusto completamento della visita, che alcuni di noi hanno fatto, al cimitero francescano dove esiste la tomba di questo eroico personaggio. Ebbene, cara Fratesole. Siamo giunti alla conclusione di questo pellegrinaggio. I saluti sono impreziositi da una certa commozione e sospiro per il distacco (speriamo solo temporaneo!) dagli altri pellegrini. Che cosa ci portiamo via dalla Terra Santa, oltre un sacchettino con ricordini prelevati lungo il cammino? Forse una novità di vita, un cambiamento di prospettiva, una conversione, magari solo l'emozione e l'orgoglio d'aver visitato questa splendida terra. Tanto altro. Certo è che gli occhi e il cuore si sono riempiti di meraviglie che, almeno in parte, difficilmente potranno essere dimenticate. Per tutti potrebbe valere l'augurio che i pii ebrei si scambiavano (e ancora oggi si scambiano) al ritorno dal pellegrinaggio: "l 'anno prossimo a Gerusalemme!".
10 Agosto 2019
9:20 Gerusalemme – parte 2
Ecco, le prime luci dell'alba visibili dall'albergo: promettono un'altra giornata significativa. Cominciamo con una camminata lungo il perimetro esterno delle mura di Solimano il Magnifico e giungiamo alla Porta dei Leoni: risalendo, arriviamo alla bellissima chiesa romanica di S.Anna, mamma della Madonna e al sito archeologico di Bethesda. Don Marco ce ne parla come la "Lourdes di Gerusalemme", da sempre luogo di speranza per la guarigione dalle malattie. Abbiamo iniziato a percorrere la Via Dolorosa, la Via Crucis praticata dai pellegrini d'ogni tempo dal I secolo D.C, con un importante intermezzo: l'inizio della Via Crucis infatti, è alla Chiesa della Flagellazione, nel convento francescano, sede dello Studium Biblicum Franciscanum e del Terra Sancta Museum. Don Marco ci porta a visitarlo. "Straordinario" è il commento che gira tra i pellegrini. Non percorriamo tutte le stazioni ma solo le più significative, ben descritte da don Marco. La VI è quella ad opera delle Piccole Sorelle del Vangelo della famiglia del Beato Charles de Foucauld, dentro la quale costruiscono bellissime icone. Entrati nella Basilica subito a destra saliamo una serie di gradini per arrivare a un piano superiore: è il luogo dove i pellegrini, prostrati, introducono la mano in un foro della roccia. Il foro è quello in cui fu introdotta la croce. È il Calvario. Ci siamo! Dopo l'inevitabile fila alleviata e impreziosita dall'ascolto di un canto di resurrezione che Don Marco ci aveva invitato a scaricare sui nostri smartphone, siamo riusciti a inginocchiarci davanti alla lastra che copre quella parte di roccia su cui fu deposto il corpo del Signore crocifisso. Nel pomeriggio non abbiamo una meta fissa, prevista da programma: alcuni si recano a visitare la tomba di Oskar Schindler al cimitero cristiano vicino al Gallicantu e siamo davvero contenti di questa visita imprevista. Si gira per la città vecchia ad acquistare qualche souvenirs e capita anche d'incontrare qualche sorridente copto ortodosso ultra-novantenne, i cui occhi rimandono ad una vita piena e soddisfacente. Verso sera, appuntamento in basilica per la S.Messa. Con il pensiero di chiudere in bellezza la giornata, siamo andati alla ricerca di un locale per bere in compagnia, e che cosa troviamo? Una manifestazione ebraica. Anna, esperta politologo, incontrata di lì a poco, ci dice che i manifestanti sostengono la ricostruzione del tempio già distrutto nel 70 d.C.! Soddisfatti, brindiamo e andiamo a dormire!        
09 Agosto 2019
9:04 Gerusalemme
È l'alba. Stiamo per intraprendere il cammino da pellegrini nella città più straordinaria del mondo. Passiamo veloci per il quartiere musulmano e già da prima delle 8.30 qualche bottega è aperta. Ma non ci fermiamo: raggiungiamo il quartiere ebraico e Don Marco riesce a farci immergere nella cultura e religione ebraica grazie alle sue interessanti e approfondite spiegazioni. Finalmente, siamo arrivati al cuore della religione ebraica, il Muro Occidentale (noi lo chiamiamo "del Pianto") in lingua originale "Kotel", davanti al quale ci scattiamo alcune foto di gruppo. Qui ci accorgiamo di un mondo davvero diverso e, per molti, sorprendente: ammiriamo lo stile di preghiera che coinvolge tutta la persona, corpo e anima. Anche per noi c'è tempo per un momento di riflessione e preghiera al muro, luogo superstite della presenza di Dio, secondo gli Ebrei, domandando "Pace per la Terra Santa" ancora divisa e piena di discordia. Ma non possiamo fermarci a lungo! Questa è la logica del pellegrino! E subito raggiungiamo la porta di Sion e di lì il Cenacolino, convento dei Francescani adiacente il Cenacolo, per la celebrazione della S.Messa. Visitiamo il Cenacolo, stesso luogo dove Cristo celebrò l'Ultima Cena con gli apostoli. Qui per i cristiani ha origine il tutto della fede. Mi rammarico che, per la presenza di vari gruppi, ci sia un po' di confusione. A pochi passi c'è la bella Basilica della "Dormitio Mariae", e qui è d'obbligo un preghiera alla Beata Vergine Maria nella cripta con la statua di Lei dormiente. Arriviamo dunque, dopo una breve camminata per il quartiere ebraico, al Gallicantu, luogo della memoria del tradimento di Pietro, luogo ben descritto da Don Marco. Pranziamo dalle Suore di S.Vincenzo sul Monte degli Ulivi e in seguito ci dirigiamo verso l'edicola dell'Ascensione. Arriviamo poi alla Chiesa del Padre Nostro, sito della presenza della grotta dove, come spiega Don Marco, si sono pronunciate le parole più importanti per la nostra vita cristiana. Se uno è pellegrino non può non rimanere stupito davanti a Gerusalemme intera e all'immagine delle tombe ebraiche alle falde del Monte degli Ulivi. I sassi sulle tombe sembrano dire: "ecco, come la pietra dura nei secoli, così sarà anche la mia memoria di te." C'è davvero rischio, anzi certezza, che sia lo stesso tipo di panorama visto da Cristo. Soltanto che se per noi è stupore, per lui è stato pianto. Pianto per Gerusalemme, per la sua infedeltà ad un Amore soverchiante. Parabola dell'attuale umanità. Per chi vive la Terra Santa per vedere, capire, stupirsi, ha qui modo di realizzare tutto ciò: il giardino del Getsemani, coi suoi ulivi, ha in sè i testimoni secolari di maestosa bellezza. E' nella Chiesa delle Nazioni, che ci fermiamo in silenzio e preghiera più a lungo. Poche decine di metri e ci ritroviamo davanti a due siti importanti: la "Tomba di Maria" e la Grotta dell'Arresto. Abbiamo l'occasione anche di assistere ad una cerimonia antica: la chiusura della Basilica del Santo Sepolcro, alle ore 21.00. Insomma, non riusciamo ad avere una giornata senza sorprese: il nostro peregrinare comprende anche la conferenza politico-storica della bravissima Anna, sul terrazzamento sopra la St. Mark. E la giornata termina in bellezza con la vista straordinaria del Kotel di notte, a Shabat iniziato. Shalom shabat!    
08 Agosto 2019
17:30 La salita a Gerusalemme
8 agosto: lasciamo Nazareth in direzione Nablus, territorio dell'Autorità Nazionale Palestinese. La mattinata si preannuncia subito difficoltosa: la strada per Jenin è stata chiusa dall'esercito israeliano. Succede talvolta, così Akel, il nostro autista, fa dietrofront per imboccare un'altra strada. Con notevole perizia e abilità, ci riesce. Alla fine riusciamo a raggiungere Nablus, nonostante una mandria bovina abbia cercato di bloccarci lungo il tragitto! Già, ma perché andare a Nablus? Si va a visitare il Pozzo di Giacobbe, che comprende una bellissima e luminosa chiesa greco-ortodossa. Qui ricordiamo l'episodio in cui la Samaritana cambiò per sempre la sua vita in seguito all'incontro con Gesù Cristo. Ci sono buone possibilità che questo possa accadere anche a qualcuno di noi, come ci spiega don Marco! Intanto, durante la visita, non possiamo fare a meno di rimanere a bocca aperta davanti alle coloratissime icone dipinte dal monaco locale, Giustino, prodigo di spiegazioni, che ci mostra persino i dipinti dietro l'iconostasi: qualcosa di davvero molto raro! Uscendo, notiamo come le porte di ferro siano piene di buchi. E' facile capirne il motivo: sono fori di proiettile sparati durante i conflitti fra le parti. Meno male che certi tempi sono passati! All'uscita un gruppo di ragazzini palestinesi cerca di venderci delle saponette, ma subito vengono allontanati dai guardiani affinchè non disturbino i pellegrini. Ecco, si va verso Gerico, la più antica città del mondo e lo scenario cambia: ci avviciniamo alla zona del deserto di Giuda. Pranziamo al Mosaic Center: ci accoglie Iyad che ci mostra in diretta la lavorazione dei mosaici, presentandoci il centro con l'aiuto del nostro Adriano che traduce in simultanea. Fra campi di beduini e colonie israeliane ci dirigiamo verso Gerusalemme, giungendo a Betania. Dopo la celebrazione della S.Messa visitiamo la tomba di Lazzaro, condividendo insieme a tutti un momento molto toccante del nostro itinerario di oggi. Siamo arrivati a Gerusalemme! Qualcuno rimane sorpreso che dalla stanza dell'albergo dove alloggia, possa ammirare un panorama stupendo. Grazie! Le nostre giornate sono piene perfino alla sera. Così, dopo le opportune raccomandazioni della nostra impareggiabile guida, andiamo, passando attraverso la Porta di Damasco, alla città di David alla Porta di Jaffa, per ammirare lo spettacolo di luci e colori organizzato dalla municipalità. Meraviglia! "Rubiamo" due fotografie (speriamo che non se ne accorgano). Ancora una giornata straordinaria. Grazie!    
07 Agosto 2019
17:28 Nazareth / Tabor
Oggi è il 7 agosto e abbiamo raggiunto a piedi, dal nostro albergo, la Fontana della Vergine a Nazareth. "Il mattino ha l'oro in bocca" dice un vecchio proverbio. Arrivare presto è stato un vantaggio, anche se, con una celebrazione ortodossa in corso, ci hanno invitato a a far silenzio. Ci sta! Torniamo a piedi alla Basilica dell'Annunciazione ma prima ci rechiamo alla vicina chiesa di San Giuseppe per la celebrazione della SS Eucarestia. Proseguiamo il nostro itinerario al Mosaic Center: anche l'archeologia funge da testimonianza della fede cristiana, fin dai suoi albori. La stessa fede e passione che ha spinto frati della custodia come il francescano fra B.Bagatti a continuare a cercare e scoprire segni concreti di Dio nel mondo. Vediamo con i nostri occhi le abitazioni di Nazareth del I secolo, così come doveva essere anche la casa della Santa Famiglia . Apprendiamo così, grazie ad una bella spiegazione, che la struttura della Santa Casa di Loreto è compatibile e combaciante a quelle appena vedute in queste grotte. Fu nel 1969 che venne aperta e messa a disposizione la Basilica Superiore dell'Annunciazione. Impressionante l'enorme affresco che ci si para davanti: rappresentazione della Chiesa, nel Concilio Vaticano II, che ha proclamato Maria, madre della stessa. Efficace la rappresentazione della Beata Vergine Maria, che si protende verso il popolo, Lei, mediatrice di Grazia presso il Figlio Gesu' Cristo che, in alto sull'affresco, parla con la sua roccia, San Pietro. Nel Medioevo la catechesi al popolo si faceva così, con le rappresentazioni pittoriche! Siamo ammirati anche dalla bellezza architettonica e dalla linearità della cupola che copre la struttura, che sembra proprio un fiore rovesciato. Il centro, il fuoco, la ragione del nostro peregrinare odierno sta in questo umile luogo, una grotta dove la tradizione cristiana fin delle origini ha riconosciuto il punto ove l'arcangelo Gabriele annunciò alla Vergine Maria che sarebbe diventata la Madre del Redentore. Qui l'emozione (e anche un po' di stupore) ci travolge tutti. Passeggiando per le vie del Suq, ci imbattiamo in una moschea: apprezziamo il fatto che, al contrario di altri luoghi simili, si possa entrare e visitare liberamente. Qualcuno di noi fa notare che gli anziani del luogo s'incontrano qui davanti esattamente come gli anziani davanti alle chiese dalle nostre parti. Siamo arrivati al Tabor con pulmini da dieci posti e lo spettacolo che ci pare davanti è davvero notevole. Quanto lavoro svolto dall'architetto italiano Barluzzi! Riteniamo cosa assai preziosa la catechesi biblica di Don Marco (con interrogazione!). Siamo interpellati come cristiani a rivivere un'esperienza simile a quella degli apostoli Pietro, Giacomo, Giovanni. Per chi non crede rimane la curiosità e le domande. Benedetti coloro che non si stancano mai di cercare! Da una terrazza adiacente ammiriamo il dolce panorama della piana di Esdrelon dove ebbe luogo e fu scritta molta della storia d'Israele. In questa giornata così ricca di meraviglie, si è aggiunta una visita serale a un luogo poco conosciuto: il convento delle Sisters of Nazareth gelose custodi di un sito archeologico del I secolo, la Tomba del Giusto. Chi fu il "Giusto"? San Giuseppe? Questa era la casa della Santa Famiglia? La tomba è quella di San Giuseppe? La bravissima ragazza che ci spiega, Miriam, tesista che studia a Milano, è certo capace di suscitare in noi una certa suspence e interrogativi sul sito. Grazie davvero per questa visita esclusiva!
06 Agosto 2019
16:54 Lago di Tiberiade
Oggi il nostro cammino ci porta a Cafarnao, "la città di Gesù", una delle scoperte più importanti dell'archeologia del ventesimo secolo. Qui viviamo un'esperienza vera, forse la più importante della Terra Santa: ascoltare le parole del Vangelo nel preciso luogo geografico dove risuonarono per la prima volta, tra abitazioni del I secolo, tra cui una costruzione molto importante, una casa chiaramente indicata nel Vangelo, in seguito trasformata in Chiesa tanta è la sua importanza. Non occorre spostarsi di molto con il pullman per arrivare alla Chiesa della moltiplicazione dei pani e dei pesci, con la sensazione di rivivere "in diretta" il famoso episodio evangelico ben commentato come sempre da Don Marco, nello straordinario scenario del Mare di Galilea. Dopo la visita e la mirabile riflessione di don Marco alla Chiesa del Primato di Pietro, saliamo in pullman al Monte delle Beatitudini, per poi scendere di nuovo a piedi e raggiungere nuovamente il lago: una tranquilla passeggiata. Senza alcuna fretta arriviamo puntuali all'imbarco del battello che ci porterà al largo, ma non prima di effettuare l'alzabandiera sul battello cantando l'inno italiano. Ci abbandoniamo a momenti di riflessione e silenzio, accompagnati dal lieve rumore del vento, in uno scenario di vera bellezza. Nel ritorno a Nazareth facciamo tappa a Cana di Galilea e qui partecipiamo alla gioia del rinnovo delle promesse matrimoniali di alcuni sposi del nostro gruppo di pellegrini. Abbiamo visto tanto oggi, ma la giornata non è ancora terminata: la proposta di Don Marco in merito a una preghiera serale con tutti i pellegrini presenti a Nazareth, ha trovato un'adesione quasi totale. Nella bellezza della varietà delle lingue, iniziamo a comprendere una realtà vasta chiamata Chiesa: così la celebrazione con processione ha il suo epilogo nella Chiesa dedicata a S.Giuseppe. Non riusciamo a credere di esserci anche noi in questo momento così toccante. La giornata è davvero finita: buona notte Nazareth, a domani!
05 Agosto 2019
12:59 Betlemme e il Deserto di Giuda / Nazareth
La giornata di oggi si preannuncia speciale: dopo la Messa al Baby Charitas, veniamo accolti da suor Lucia. Ci troviamo a Betlemme ai piedi di uno dei muri più famosi al mondo: la barriera di separazione israeliana che separa due popoli coabitanti la stessa terra. Ognuno di noi viene investito da sentimenti contrastanti con l'unica speranza comune, che le divisioni si ricompongano il prima possibile. L'incontro al Caritas Baby di Betlemme (unico ospedale esclusivamente pediatrico di tutta la Cisgiordania/Palestina), si rivela commovente e ci sentiamo davvero dei privilegiati ad ascoltare le varie testimonianze e il modo in cui queste persone donano tutte loro stesse per i piccoli bambini ammalati e le loro mamme. A Betlemme il nostro Don Marco trova anche il tempo per permettere una visita alla Grotta del Latte. Veramente suggestiva! Al Campo dei Pastori l'atmosfera è di quella di semplicità e umiltà. Era proprio questo l'ambiente umano in cui il Figlio di Dio ha voluto introdursi?    
04 Agosto 2019
17:54 Deserto dell’Arava / Masada / Betlemme
Continuiamo anche oggi a stupirci dell'immensità del Creato, visitando il preistorico cratere chiamato Mizpe Ramon. Ma le sorprese non sono finite! Andiamo a visitare due perle del deserto: Avdat e Shivta, dove anticamente esistevano chiese di notevoli dimensioni. Il sole è cocente e il cammino verso Masada si fa via via più difficoltoso, ma con le dovute pause tutti arriviamo alla meta! Durante la salita, a qualcuno viene anche in mente di cantare una canzone di montagna! In cima alla collina troviamo resti archeologici conservati in modo incredibile. Ma la vera chicca della giornata è la visita alla Tent of Nations, dove veniamo a conoscenza del coraggio senza fine di un imprenditore cristiano col cuore pieno di speranza. Per approfondimenti vi consiglio di leggere qui: Incontro a Bologna con Daoud Nassar    
03 Agosto 2019
16:54 Deserto del Neghev: Macktesh – En Avdat – Avdat
Alba di stupore e bellezza per il nostro gruppo! Cominciamo la giornata con una indimenticabile concelebrazione eucaristica nel deserto di Tsin di biblica memoria. Poi si parte per Ein Avdat dove per tutti noi pellegrini, la percezione di bellezza del Creato è una sensazione vera e tangibile. Qui a Ein Avdat ci divertiamo anche ad osservare la fauna: una particolare specie di stambecco chiamata Ibex, regna incontrastata nel territorio.  
02 Agosto 2019
16:43 Partenza! Italia -> Tel Aviv – Deserto del Neghev
Buongiorno Fratesole! Siamo arrivati a Tel Aviv. Inizia un'avventura nuova per molti di noi, mentre per qualcuno è semplicemente un tornare con gioia in un posto in cui è stato bene. Gioia come quella che abbiamo percepito nel volto di don Marco. Intanto c'è Elias che ci ha accolto in modo molto professionale. Poche ore fa eravamo in un aeroporto modernissimo e caotico e ora siamo a contemplare la meraviglia del Creato nel deserto del Negev. Che meraviglia!
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