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dal19 nov
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al26 nov
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a partire da
1250 €
8 giorni / 7 notti

Pellegrinaggio in Terra Santa con don Ratislav Dvorovy

Il nostro itinerario, sulla scia degli antichi pellegrini, parte da Gerusalemme per terminare in Galilea seguendo le indicazioni che l’angelo dà alle donne al sepolcro.

Il punto di partenza è il sepolcro vuoto, gli interrogativi che esso pone e la buona notizia che contiene. Dal sepolcro vuoto comincia la rilettura del senso della morte di Gesù, chiave per poterlo incontrare risorto, come la visita in Galilea ci farà vedere.

Il viaggio
da
lunedì, 19 novembre 2018
a
lunedì, 26 novembre 2018
durata
8 giorni / 7 notti
iscrizioni
 iscrizioni chiuse 
quota
€ 1250
quota Nord e centro Italia
quota
€ 1320
quota Sud Italia e Isole
suppl. singola
€ 290
cambio euro/dollaro
1,20
per info
ester@fratesole.com
Guida

don Ratislav Dvorovy

Sacerdote, professore ordinario presso la Redemptoris Mater in Galilea e responsabile per gli ucraini immigrati in Israele. Animatore Spirituale di Terra Santa, accompagnatore esperto in Turchia.

19 novembre, lunedì: ITALIA / TEL AVIV / GERUSALEMME

Ritrovo dei partecipanti all’aeroporto concordato; disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza con volo di linea per Tel Aviv, transitando per lo scalo di Roma. Arrivo nel tardo pomeriggio, incontro con la guida e trasferimento a Gerusalemme. Sistemazione in albergo/ casa religiosa, cena e pernottamento.

20 novembre, martedì: GERUSALEMME: IL SANTO SEPOLCRO / VIA DOLOROSA
“Voi cercate Gesù il nazareno, il crocifisso. E’ risorto, non è qui.” (Mc 16,6)

In mattinata inizieremo l’incontro con la città di Gerusalemme cominciando dalla visita alla Basilica della Resurrezione, con la visita approfondita al Calvario e al Santo Sepolcro, l’incontro con la Tomba vuota.

La prima tappa del nostro itinerario alla ricerca del risorto è l’esperienza della tomba vuota. Come le donne anche noi ci rechiamo al santo sepolcro per scoprire che la pietra che lo chiudeva è già stata rimossa. Il sepolcro è vuoto. In esso un angelo, un messaggero annuncia la buona notizia: il crocefisso non è più qui è risorto. Contemplare la tomba vuota vuol dire vedere che tutto il male che si è riversato su Gesù, simboleggiato nel suo corpo martoriato, non ha avuto l’ultima parola. Il suo corpo è risorto perché anche il nostro possa risorgere. Dopo di lui, anche la nostra vita soprattutto con le sue ferite e il male subito, può risorgere, tutto si può trasfigurare per lasciare finalmente vuoto il sepolcro.

Nel pomeriggio ripercorreremo a piedi la via “Dolorosa”, chiamata così perché essa vuol seguire, approssimativamente, la via che percorse Gesù dal Pretorio al Calvario. Lungo la via sono segnate, per la devozione cristiana, le diverse stazioni della Via Crucis. Nel percorso prevediamo solo alcune visite: alla Chiesa della Flagellazione; alla 6° stazione (dedicata a Veronica); alla 7° stazione (nella cui cappella è conservata una colonna romana dell’epoca dell’ Aelia Capitolina 135 d. C. ); alla 9° stazione (dove si trova il patriarcato copto); al Monastero russo dedicato a S. Alessandro Nevski, dove si trova una soglia che, a parere di alcuni archeologi, può essere messa in relazione con l’antica porta delle Mura di Gerusalemme che Gesù ha varcato per salire al Calvario.

L’annuncio dell’angelo invita a fare memoria di chi si sta cercando Gesù il nazareno, il crocifisso. Ripercorrere l’itinerario che lo condotto al Calvario sarà l’occasione per rimeditare la sua passione

 21 novembre, mercoledì: GERUSALEMME: MONTE SION E MONTE DEGLI ULIVI
“Prendete, mangiate” (Mt 26,26)

 In primissima mattinata, raggiungeremo il Muro della cinta erodiana, denominato Ha Kothel, il posto più sacro della religione ebraica. Se possibile si salirà sulla spianata all’interno delle Mura, dove sorgevano il primo e il secondo tempio degli ebrei: ora si ergono, imponenti, le moschee islamiche Al’Aqsa e la Cupola della Roccia – non visitabili. Scendendo dalla spianata dalla parte occidentale, si raggiungerà a piedi il Cenacolo sul Monte Sion, dove leggendo il testo di Luca faremo memoria dell’ultima cena (Lc 22,1-38) e della discesa dello Spirito Santo (Atti 2,1-13). Cuore della mattinata è la visita al Cenacolo e poi al Cenacolino francescano. Sosta alla Basilica della Dormizione e alla Chiesa del Gallicantu, dove ricorderemo il tradimento di Pietro (Lc 22, 54-62).

Nel pomeriggio saliremo sul Monte degli Ulivi, che visiteremo cominciando Betfage, il santuario che fa memoria dall’ingresso messianico di Gesù a Gerusalemme. Visiteremo anche la chiesa che conserva la Grotta detta del Pater Noster  (Lc 11,2) e al Dominus Flevit dove si ricorda il lamento di Gesù sulla città, ispirato alla presa di Gerusalemme da parte dei Babilonesi. Raggiugeremo infine il Getzemani (Basilica delle Nazioni) dove la lettura del testo di San Luca ci introdurrà nel mistero della decisione di Gesù di morire, dopo una notte trascorsa a pregare nell’orto (Lc 22, 39-46); visita alla Grotta dell’arresto (Lc 22, 47-48) e alla chiesa ortodossa della Tomba di Maria. Trasferimento a Betlemme. Sistemazione in albergo/ casa religiosa, cena e pernottamento.

La chiave per capire il senso, il valore e la buona notizia contenute nella morte di Gesù è l’eucarestia. Qui Gesù, a occhi aperti, dichiara la sua disponibilità a morire per un gruppo di collaboratori che sta per tradirlo e rinnegarlo. È l’annuncio della nuova alleanza che lui fa con ciascuno di noi. Un ‘alleanza incondizionata perché lui è disposto a tutto, anche a ‘farsi mangiare’, pur di mostrarci di cosa è capace la sua amicizia. 

 22 novembre, giovedì: EMMAUS / BETLEMME
 “Spiegava le Scritture” (Lc 24,32)

In mattinata, partenza per Emmaus (Abu-Ghosh) una delle località dove la tradizione ambienta l’episodio dell’incontro del Risorto con i due discepoli.

“L’evangelista tiene fortemente a insegnarci che i nostri occhi si aprono per riconoscere il Risorto, solamente dopo che il nostro cuore si sia scaldato alla spiegazione delle Scritture fatta da Lui. Per vedere il Signore risorto è necessaria una mediazione delle Scritture lette con la chiave della persona e della storia di Gesù. La conversione al Nuovo Testamento comporta e include necessariamente quella intelligenza di tutto l’Antico, che è propria di Gesù risorto, Messia d’Israele, e che ci è comunicata dallo Spirito della sua Pasqua” (F. Rossi de Gasperis, È risorto non è qui, 62)

Nel pomeriggio visita di Betlemme e dei suoi dintorni, facendo memoria del mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio: la Basilica della Natività, la Grotta del Latte, Beth Sahur (Campo dei pastori).

La visita a Betlemme, la città di Davide consente di proseguire l’allenamento necessario per imparare a riconoscere il risorto: “qui, nella città di Davide e di Gesù, figlio di Davide, adoriamo il mistero dell’epifania di Dio, apparso per Israele e per le genti, nella carne di Gesù, il figlio di Maria, la vergine sposa del davidico Giuseppe” (A.Carfagna – F. Rossi de Gasperis, Terra santa e Libro santo, 123).  

23 novembre, venerdì: DESERTO DI GIUDA: QASR EL YAHUD / QUMRAN / MAR MORTO / NAZARETH
“Discese agli inferi” (Credo degli apostoli)

Dopo la prima colazione, partenza per Qasr El Yahud, sul Giordano, luogo che ricorda il Battesimo ricevuto da Gesù per mano di Giovanni Battista. Raggiungeremo il sito archeologico di Qumran, e faremo una tappa sul Marto in località Kalia con possibilità di fare il Bagno. In tempo utile partenza per la Galilea, faremo una sosta nei pressi del monastero ortodosso di San Giorgio in Koziba, abbarbicato alla parete del Wadi Kelt ed esempio perfetto di un monastero nel deserto: secondo la tradizione qui soggiornò il profeta Elia durante il suo viaggio al Sinai; qui San Gioacchino pianse la sterilità della moglie Anna e qui un angelo gli annunciò il concepimento di Maria. Arrivo a Nazareth, sistemazione in albergo/ casa religiosa, cena e pernottamento.

La discesa nel deserto è immagine della discesa agli inferi di Gesù. È la memoria del sabato santo, che prelude alla risurrezione. Gesù discende nello spirito (1Pt 3,19) nel regno dei morti, per portarvi la buona notizia. La sua passione comincia a dilatare i suoi frutti anche nel ‘luogo’ più impensato.

24 novembre, sabato: LA GALILEA: IL LAGO DI TIBERIADE
 “Là lo vedrete, come vi ha detto” (Mc 16,7)

 Dopo la prima colazione, partiremo per il lago di Tiberiade, il luogo della chiamata dei primi 4 discepoli (Mc 1,16-20) e dell’attività “messianica” di Gesù (Mc 1,14-15), che comprendeva l’insegnamento nelle sinagoghe, la guarigione dalle malattie, la chiamata e la formazione dei discepoli, la preghiera. Lo costeggeremo da occidente a oriente cominciando dalla località di Tabgha per la visita alla chiesa francescana del Primato di Pietro (Giovanni 21,1-19) e alla chiesa Benedettina che ricorda la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Visita dettagliata al sito di Cafarnao, dove Marco colloca il primo miracolo di Gesù (Mc 1, 21-27). Pranzo sul monte delle Beatitudini, che conserva la memoria del discorso della montagna e in tempo utile salperemo per una breve navigazione sul lago, ricordando i tanti avvenimenti che si svolsero nei suoi pressi: il cammino di Gesù sulle acque (Mc 6,45-49), la tempesta sedata (Mc 4,35-39), le guarigioni nel paese di Gennèsaret (Mc 6, 53-56). All’arrivo sulla costa orientale, costeggeremo il lago in direzione sud. Rientro in albergo/casa religiosa.

Gesù ci invita ad andare in Galilea perché ai suoi occhi la Galilea è la terra di confine, la terra dove si incontrano i lontani. Il risorto ci precede là, è già in mezzo a loro e noi non dobbiamo ‘portarlo’ a nessuno, solo dobbiamo raggiungerli nel loro cammino per poterlo riconoscere. La Galilea, a Cafarnao e attorno al Lago, è il luogo dove è cominciata la predicazione di Gesù, il luogo dove lui è vissuto e dove ha incontrato tante persone. Fare memoria di questi incontri ci insegna a scoprirlo nel nostro quotidiano, nel lavoro, come nelle sofferenze, nelle persone che conosciamo meglio come  negli altri.

25 novembre, domenica: NAZARETH / TABOR
“Da Nazareth può venire qualcosa di buono?”  (Gv 1,46)

In mattinata visiteremo Nazareth, il luogo che Marco ricorda perché Gesù ha insegnato di sabato nella sinagoga (Mc 6,1-5) e dove l’evangelista Matteo pone la Santa Famiglia, come luogo di ritorno dall’Egitto (Mt 2,21-23). Soprattutto la memoria di Nazareth è associata alla Basilica dell’Annunciazione (Lc 1,26-38), costruita su quella che la tradizione definisce la “casa di Maria”. La visita prosegue alla Chiesa di S. Giuseppe e, se possibile, del museo francescano. Attraversando il suq raggiungeremo la Chiesa ortodossa di San Gabriele detta anche ‘fontana della Vergine’.

Nel pomeriggio raggiungeremo il Tabor, dove faremo memoria della trasfigurazione, la migliore icona del mistero pasquale, punto di continuità tra la prima e l’ultima alleanza: la contemplazione dal Tabor sulla piana di Esdrelon (Yizr’e’l = Dio semina), è una delle più fruttuose di un pellegrinaggio: su quella piana Dio ha davvero seminato gran parte del buon grano di cui sarà fatto il suo pane messianico.

Maria ci insegna il giusto atteggiamento da avere verso suo Figlio: accogliere l’insperata promessa della sua visita. Lui viene quando e dove meno ci si aspetta. Per questo è importante ripercorrere a Nazareth le  vie del nascondimento di Gesù, che per anni ha lavorato,  pregato, è cresciuto come ogni buon ebreo. Una vera e propria “scuola del Vangelo” come l’ha definita Paolo VI. La memoria del Tabor, conferma l’efficacia del modo di essere di Gesù, risorto e vivo, presente in ogni cosa. 

26 novembre, lunedì: CESAREA / TEL AVIV / ITALIA
“Entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare” (At 9,6)

In mattinata, partenza per Cesarea un sito archeologico di rara bellezza che si affaccia sul mare; qui troviamo le testimonianze della Chiesa che si diffonde sino ai confini della terra grazie all’apostolo Paolo che fu prigioniero due anni prima di essere imbarcato per Roma.

Arrivo all’aeroporto di Tel Aviv, operazioni d’imbarco e partenza per l’Italia. Termine del pellegrinaggio.

A Cesarea termina il nostro itinerario. Ricordando l’esperienza di Paolo, che ha incontrato il risorto nel momento in cui meno se lo aspettava, ci lasciamo stupire dal modo di fare di Gesù, che non si rassegna ai nostri rifiuti e continua a cercarci e ad aspettarci lì dove noi siamo.

La quota comprende/non comprende

 La quota comprende

  • Volo di linea Alitalia da Napoli via Roma in classe economica.
  • Tasse aeroportuali da confermare al momento dell’adesione (€219 a persona).
  • Sistemazione in alberghi / Case religiose equivalenti a 3 stelle locali in camera doppia con servizi.
  • Trattamento di pensione completa dalla cena del 1° giorno alla colazione dell’ultimo.
  • Animatore spirituale.
  • Auricolari con un minimo di 20 partecipanti.
  • Visite ed escursioni come da programma con ingressi inclusi.
  • Assicurazione medico-bagaglio Allianz Global Assistance Assistenza Gruppi (massimale di 10.000 € per persona).
  • Materiale di cortesia (guida*, borsa a tracolla o zaino).

*per le coppie verrà consegnata una guida per due persone.

La quota non comprende

  • Bevande ai pasti.
  • Mance – obbligatorie – circa € 35 per persona.
  • Assicurazione contro le penalità di annullamento Globy Giallo (facoltativa): vedi supplementi.
  • Assicurazione sanitaria integrativa fino a € 50,000 o € 150,000 euro (facoltativa): vedi supplementi.
  • Extra personali e tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”.
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