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Ricordi di viaggio: pellegrinaggio in Turchia 13-21.08.2018

Pubblichiamo le belle foto di © Raffaele Montuori, che si trova in pellegrinaggio in Turchia.

Molti si chiedono perché scegliere di visitare così spesso il Medio Oriente, in un mondo tanto grande.
È una domanda che mi sono posto anche io. Ma ogni volta che ci torno, finisco col darmi sempre la stessa risposta.
Non è un caso che in Medio Oriente siano nati l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam, tre delle più grandi religioni monoteiste della storia dell’uomo.
Perché, anche ad uno spirito che fosse profondamente laico, questi luoghi evocano potenti suggestioni.
Qui la natura sembra immobile ma nel vento che modifica la terra, scolpisce le pietre e addolcisce le montagne, ti pare quasi di sentirlo, il soffio dello spirito.
E importa poco quanto tu possa essere distratto o disattento, in questi luoghi tutto parla dello Spirito.
Che soffia dove vuole.

Cappadocia, la valle di Pasabag e il museo all’aperto di Goreme, con le chiese rupestri

Città sotterranea di Kaymakli

L’idea che gli Ittiti e poi i primi cristiani, vivessero, per ragioni di difesa, fino a sei mesi in città sotterranee scavate nel tufo per otto piani sottoterra, non lascia indifferenti. I cunicoli sono così bassi e stretti e l’aria rarefatta, che risalire e respirare all’aria aperta ti fa venire voglia di intonare un Te Deum laudamus.

Caravanserraglio di Nevsehir

Un enorme caravanserraglio sulla strada per Konya – Ἰκόνιον per i Greci

Le suore della Fraternità Gesù Risorto, a Konya

Nella piccola Chiesa di San Paolo, con le due Suore italiane della Fraternità di Gesù Risorto, due testimoni della Comunità Cristiana che all’inizio del 1900 contava centinaia di fedeli a Konya. Ora nessuno. “Quando sono debole, è allora che sono forte” (Paolo di Tarso)

Il Mausoleo di Mevlana a Konya

A Konya nel museo di Mevlâna poeta e mistico nato agli inizi del 1200 in Afghanistan e che abbracciò il sufismo dando origine alla confraternita dei poveri di Dio anche detto Dervisci danzanti.

Il sito archeologico di Yalvac, l’antica Antiochia di Pisidia

Proseguendo da Perge, Paolo e Barnaba arrivarono ad Antiochia di Pisidia ed entrati nella sinagoga nel giorno di sabato, si sedettero. Dopo la lettura della Legge e dei Profeti, i capi della sinagoga mandarono a dire loro: “Fratelli, se avete qualche parola di esortazione per il popolo, parlate!”. Si alzò Paolo e, fatto cenno con la mano, disse: “Uomini di Israele e voi timorati di Dio, ascoltate… (dagli Atti degli Apostoli)

Pamukkale

In mongolfiera sorvolando le cascate termali e il sito romano di Hierapolis

Laodicea dalle “bianche colonne”

<<All’angelo della Chiesa che è a Laodicèa scrivi:
“Così parla l’Amen, il Testimone degno di fede e veritiero, il Principio della creazione di Dio. Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. Tu dici: Sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, e abiti bianchi per vestirti e perché non appaia la tua vergognosa nudità, e collirio per ungerti gli occhi e recuperare la vista. Io, tutti quelli che amo, li rimprovero e li educo. Sii dunque zelante e convèrtiti. Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. Il vincitore lo farò sedere con me, sul mio trono, come anche io ho vinto e siedo con il Padre mio sul suo trono. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese””>>.
(Ap.3,14)

Efeso, casa di Paolo

1 Mentre Apollo era a Corinto, Paolo, attraversate le regioni dell’altopiano, scese a Èfeso. Qui trovò alcuni discepoli 2e disse loro: “Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?”. Gli risposero: “Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo”. 3Ed egli disse: “Quale battesimo avete ricevuto?”. “Il battesimo di Giovanni”, risposero. 4Disse allora Paolo: “Giovanni battezzò con un battesimo di conversione, dicendo al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù”. 5Udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù 6e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare. 7Erano in tutto circa dodici uomini.
8Entrato poi nella sinagoga, vi poté parlare liberamente per tre mesi, discutendo e cercando di persuadere gli ascoltatori di ciò che riguarda il regno di Dio. 9Ma, poiché alcuni si ostinavano e si rifiutavano di credere, dicendo male in pubblico di questa Via, si allontanò da loro, separò i discepoli e continuò a discutere ogni giorno nella scuola di Tiranno. 10Questo durò per due anni, e così tutti gli abitanti della provincia d’Asia, Giudei e Greci, poterono ascoltare la parola del Signore.
11Dio intanto operava prodigi non comuni per mano di Paolo, 12al punto che mettevano sopra i malati fazzoletti o grembiuli che erano stati a contatto con lui e le malattie cessavano e gli spiriti cattivi fuggivano.
13Alcuni Giudei, che erano esorcisti itineranti, provarono anch’essi a invocare il nome del Signore Gesù sopra quanti avevano spiriti cattivi, dicendo: “Vi scongiuro per quel Gesù che Paolo predica!”. 14Così facevano i sette figli di un certo Sceva, uno dei capi dei sacerdoti, giudeo. 15Ma lo spirito cattivo rispose loro: “Conosco Gesù e so chi è Paolo, ma voi chi siete?”. 16E l’uomo che aveva lo spirito cattivo si scagliò su di loro, ebbe il sopravvento su tutti e li trattò con tale violenza che essi fuggirono da quella casa nudi e coperti di ferite. 17Il fatto fu risaputo da tutti i Giudei e i Greci che abitavano a Èfeso e tutti furono presi da timore, e il nome del Signore Gesù veniva glorificato. 18Molti di quelli che avevano abbracciato la fede venivano a confessare in pubblico le loro pratiche di magia 19e un numero considerevole di persone, che avevano esercitato arti magiche, portavano i propri libri e li bruciavano davanti a tutti. Ne fu calcolato il valore complessivo e si trovò che era di cinquantamila monete d’argento. 20Così la parola del Signore cresceva con vigore e si rafforzava.
21Dopo questi fatti, Paolo decise nello Spirito di attraversare la Macedonia e l’Acaia e di recarsi a Gerusalemme, dicendo: “Dopo essere stato là, devo vedere anche Roma”. 22Inviati allora in Macedonia due dei suoi aiutanti, Timòteo ed Erasto, si trattenne ancora un po’ di tempo nella provincia di Asia.
23Fu verso quel tempo che scoppiò un grande tumulto riguardo a questa Via. 24Un tale, di nome Demetrio, che era òrafo e fabbricava tempietti di Artèmide in argento, procurando in tal modo non poco guadagno agli artigiani, 25li radunò insieme a quanti lavoravano a questo genere di oggetti e disse: “Uomini, voi sapete che da questa attività proviene il nostro benessere; 26ora, potete osservare e sentire come questo Paolo abbia convinto e fuorviato molta gente, non solo di Èfeso, ma si può dire di tutta l’Asia, affermando che non sono dèi quelli fabbricati da mani d’uomo. 27Non soltanto c’è il pericolo che la nostra categoria cada in discredito, ma anche che il santuario della grande dea Artèmide non sia stimato più nulla e venga distrutta la grandezza di colei che tutta l’Asia e il mondo intero venerano”.
28All’udire ciò, furono pieni di collera e si misero a gridare: “Grande è l’Artèmide degli Efesini!”. 29La città fu tutta in agitazione e si precipitarono in massa nel teatro, trascinando con sé i Macèdoni Gaio e Aristarco, compagni di viaggio di Paolo. 30Paolo voleva presentarsi alla folla, ma i discepoli non glielo permisero. 31Anche alcuni dei funzionari imperiali, che gli erano amici, mandarono a pregarlo di non avventurarsi nel teatro. 32Intanto, chi gridava una cosa, chi un’altra; l’assemblea era agitata e i più non sapevano il motivo per cui erano accorsi. (Atti degli Apostoli)

Dydima, il tempio di Apollo

Mileto, il testamento di Paolo

Meryem Ana, la casa di Maria

Dove Maria visse ad Efeso per 9 anni, secondo la tradizione.

Sulla tomba di San Giovanni Apostolo, il discepolo amato da Gesù

Kusadasi

Che poi i ragazzi turchi, in una sera d’agosto, vicino al mare, pescano al faro come fanno tanti dei nostri, guardano il tramonto, da soli oppure in compagnia, sentono musica, la stessa dei nostri, e in sottofondo il rumore del mare. Le ragazze sono spensierate, la maggior parte di loro a capo scoperto. Passeggiano da sole e non abbassano gli occhi.
Sembra esserci più Europa qui a Kusadasi che in tanti posti del nostro travagliato Occidente.
Ma poi che vuol dire più Europa?
Come se fosse diventato un parametro per misurare diritti e civiltà.
Bisognerebbe avvicinare la Turchia all’EUROPA piuttosto che tenerla lontana.
Credo che sarebbe meglio per tutti.

Chiesa di San Salvatore Chora

Ritornare a Instanbul e scoprire che l’altra volta non avevo visto questa meravigliosa Chiesa stracolma di mosaici bizantini

Istanbul, il Bosforo e la zona di Sultanhamet

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Ricordi di viaggio: Pellegrinaggio in Turchia

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Pellegrinaggio in Turchia con padre Paolo Bizzeti, vescovo dell'Anatolia

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Dialogo ecumenico e interreligioso in Turchia: la Fraternità Internazionale

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