Cerca partenze
Newsletter
Seguici su..

Iran e niente altro: perché è un Paese da non perdersi Articolo di Elisa Pinna, giornalista ANSA e scrittrice

E’difficile non innamorarsi dell’Iran e del suo popolo. Perché è un paese che ti sorprende per le sue meraviglie e la sua civiltà, un paese che rimette in discussione tante tue convinzioni, che ti fa scoprire i colori e anche le sfumature dell’arte e della vita di tutti i giorni. Un paese che ti sorride, come testimoniano le centinaia di immagini che i viaggiatori riportano a casa: sorrisi di splendide fanciulle coi veli colorati, appena appoggiati sulla nuca, di donne in chador nero, di giovani, di anziani, persino di ayatollah, felici e onorati di farsi fotografare dagli stranieri o, ancora meglio, insieme agli stranieri.

Certo, inutile negare che l’Iran attraversi un momento delicato, la ripresa economica stenta a decollare, la voglia di riforme è tanta, il regime teocratico sempre più lontano da una popolazione che guarda ad Occidente ed è desiderosa di aprirsi al mondo. Però l’Iran rimane uno dei paesi più sicuri della regione, dove viaggiare è un piacere, dove le donne possono girare da sole in tutta tranquillità, dove – come turisti- sarete coccolati e troverete sempre qualcuno pronto ad aiutarvi o a invitarvi per un tè o una cena a casa sua.

A Roma, negli ultimi tempi si sono moltiplicati gli incontri culturali sull’Iran, serate di musica, presentazione di libri di letteratura, mostre d’arte. Le sale sono sempre stracolme di persone. La cultura e il turismo avvicinano i popoli più di tanti discorsi politici. Tra gli italiani che sono stati in Iran si crea un immediato legame, quasi un senso di appartenenza ad una comunità speciale, dove le memorie dei tuoi viaggi si intrecciano con i racconti degli altri che amano, come te, quel paese straordinario e subiscono lo stesso fascino.

Per queste e tante altre ragioni, l’Iran merita di essere tra le prime mete  nelle terre bibliche del grande Medioriente.

L’Antica Persia

Tanto per essere chiari, quando parliamo di Iran, parliamo di Persia, una delle più grandi e profonde civiltà mai esistite al mondo. Un posto dove avrete la possibilità di passeggiare tra le vestigia dell’immenso palazzo imperiale di Persepolis, costruito 2500 anni fa, di rendere omaggio al sepolcro di Ciro il grande, uno dei più grandi condottieri e uomini politici della storia umana, di ammirare le tombe rupestri dei suoi discendenti, tra pareti verticali di roccia rosata. E poi, come in una macchina del tempo, di volare avanti nei secoli e perdervi nei palazzi da Mille e una Notte dell’era musulmana, in un’arte islamica raffinata che trova le sue massime espressioni mondiali nelle moschee di Isfahan e Shiraz, o in giardini talmente belli da ispirare la parola ‘Paradiso’. Solo nel XVI secolo, l’Islam sciita divenne religione ufficiale dello Stato. Se avete voglia di immersioni spirituali e di saperne di più, Qom, da dove cominciò la Rivoluzione di Khomeini, è la città per voi.

Ma in Persia hanno radici profonde anche altre religioni tuttora presenti in Iran e persino rappresentate in Parlamento. Troverete a Yazd luoghi di culto dei seguaci di Zoroastro, il profeta che – mille anni prima della nascita di Gesù – introdusse la morale e la distinzione tra il Bene e il Male, il Dio buono e il demonio; potrete visitare sinagoghe e santuari antichi ebraici, e chiese risalenti alla prima era cristiana. Aggiungete la possibilità di soggiornare in hotel-boutique che vi riporteranno in mondi lontani, e di viaggiare tra paesaggi mozzafiato, deserti dai mille colori, montagne con cime sempre innevate.

Certo vedrete donne in nero, manifesti apologetici della Guida Suprema, non potrete bere alcolici e, se siete donne, dovrete portare il velo (basta un foulard appoggiato in testa).  Ma, come vi potrà assicurare chi vi è andato, sarete abbondantemente ricompensati dall’accoglienza che vi riserveranno gli iraniani, un popolo indoeuropeo (non vi sbagliate, non sono arabi), dotato di gentilezza, saggezza e civiltà millenarie.

Ecco, in pillole, cosa vedere in un viaggio di una decina di giorni in Iran.

Teheran, dai musei alle piste da sci

La capitale iraniana è una megalopoli di 14 milioni di abitanti, più 3 milioni di pendolari, un città che può offrire tutto, dai musei alle gallerie d’arte, dai palazzi storici ai punti di incontro artistici come la Casa del Cinema, dal bazar alle boutique dell’ultima moda occidentale.  Con una cabinovia dal centro città, potete arrivare alle piste da sci del Monte Tochai a 4mila metri di altezza.

Persepolis e le altre meraviglie archeologiche

Persepolis– A circa un’ora di auto da Shiraz, nel centro dell’Iran, eccoci a Persepolis, il grandioso palazzo delle cerimonie costruito da re Dario nel 518 a.C. Bassorilievi incredibilmente preservati mostrano le popolazioni delle 36 satrapie che ogni anno in primavera si recavano a riverire i sovrani della dinastia achemenide. Distrutto da Alessandro Magno nel 329 a.C., il sito mantiene il fascino della grandiosità e della gloria di un tempo. Si estende su una vasta area, circondata da colline e punteggiata da tombe, colonnati, corti e imponenti statue di animali mitici come i tori alati e i grifoni. Fu edificato non da schiavi ma da operai pagati, a dimostrazione del grado di civiltà di quell’impero.

Pasargade – In una pianura spazzata dal vento, non lontano da Persepolis, si trova il sarcofago in pietra di Ciro il grande, che nemmeno Alessandro ebbe il coraggio di distruggere. Ciro, il fondatore dell’impero Achemenide, non solo conquistò metà del mondo allora conosciuto ma avviò una politica di tolleranza verso le popolazioni sottomesse e liberò gli ebrei dalla schiavitù di Babilonia.

Naqsh e Rostam – Assolutamente da non mancare, sempre nell’area di Persepolis, le monumentali tombe rupestri dei successori di Cirio (Dario I e II, Serse, Artaserse), scavate in pareti di roccia rosa, che ricordano le atmosfere di Petra in Giordania.

Se questi sono gli ‘imperdibili’ in un primo viaggio in terra di Persia, vi è da ricordare che l’Iran, un po’ come l’Italia, è disseminato di siti archeologici di bellezza e importanza assoluti.

Le moschee, le piazze e i palazzi di Isfahan e Shiraz

Sono talmente tanti i luoghi di culto musulmani presenti in Iran, alcuni risalenti all’ottavo, nono secolo, che è impensabile farne un elenco. Qui ne proponiamo tre.

Isfahan – Se visitate Isfahan e Venezia, avete visto la metà del mondo, dicevano nei secoli passati. Davvero la città iraniana non vi deluderà, con la sua grandiosa piazza pedonale Naghshe Jahan, la seconda più vasta del mondo dopo la cinese Tien An Men, circondata da palazzi e cupole turchesi costruiti nel seicento sotto la dinastia safavide degli Abbas. Nella piazza, tra i suoi giardini, i giochi d’acqua e l’adiacente labirintico bazar, si possono passare giornate intere, senza mai annoiarsi. Un tempo campo da polo per i divertimenti dei sovrani, su Naghshe Jahan si affacciano, fra l’altro, due delle più belle moschee di tutta l’arte islamica.

La Moschea Lotfollah, con una soffitto cesellato come un cielo illuminato di stelle, su cui nelle ore diurne, grazie all’abilità degli architetti degli Abbas, si irradia una luce a forma di coda di pavone, e la Moschea Masjed-e-shah, un complesso imponente, che raccoglie tanta storia di architettura musulmana, compresi dipinti di scimmie che bevono vino e danzano (teoricamente proibiti dall’Islam) introdotti dall’ottocentesca dinastia Qajara.

A Shiraz, potete visitare un’altra moschea straordinaria: la moschea di Nasir alMulk dove, grazie alle sue piastrelle rosa e alle vetrate colorate, si crea al suo interno un caledoscopio di luci, quasi futurista.

E già che vi trovate a Shiraz, vi consigliamo una visita alle tombe di Hafez e Sa’di, due poeti vissuti mille anni fa, ma che ancora oggi sono un riferimento per gli iraniani moderni, capaci di recitare per ore versi scritti in epoca musulmana ma traboccanti di gioia di vivere, erotismo e inni al vino, visto come un mezzo per comunicare con Dio.

Qom, il cuore della spiritualità iraniana

Per chi ha desiderio di conoscere più a fondo la religiosità sciita, alla base della storia moderna iraniana e della Rivoluzione del 1979, vi è la possibilità di visitare il complesso della Moschea di Fatima a Qom, cuore spirituale dell’Iran e seconda città santa del Paese dopo Mashaad, dove si trova il mausoleo dell’Imam Reza. Le comitive di turisti stranieri possono attraversare i cortili e fermarsi anche per la preghiera del venerdì o in altre ricorrenze sacre, quando folle di fedeli si genuflettono sui tappeti sparsi all’aperto e piangono gli antichi martiri della loro fede sciita.

Bisogna ricordare che l’Islam si spaccò immediatamente subito dopo la morte di Maometto, tra una maggioranza convinta che il successore dovesse essere scelto tra le personalità più prestigiose e potenti della comunità dei discepoli (i sunniti) e i sostenitori di una discendenza di sangue (gli sciiti). Le guide spirituali degli sciiti divennero gli Imam (tutti discendenti di Maometto) in contrapposizione ai califfi sunniti, espressione dell’autorità temporale. Molti ayatollah di Qom sono disponibili per dare spiegazioni ai visitatori e parlare del rapporto tra Islam sciita e cristianesimo.

Le colline del silenzio di Zoroastro, le sinagoghe e le chiese di Persia

Yazd, la città magica delle torri del vento e delle case di fango e di paglia, appare ai margini dei paesaggi lunari del deserto di Kavit -e Lut ed è il luogo simbolo dei fedeli di Zoroastro, che ogni anno si radunano nel tempio di Chack-Chack, precluso ai musulmani e non distante dall’abitato.

Anche in città vi è un tempio del fuoco perenne, uno degli elementi sacri, insieme all’acqua, all’aria e alla terra, degli zoroastriani, che furono i primi monoteisti nella storia delle religioni, e che anticiparono molti concetti dell’ebraismo e del cristianesimo. Poco fuori dal centro cittadino, ecco le Colline del Silenzio, dove, fino a 70 anni fa, i sacerdoti zoroastriani portavano i morti della loro comunità e li lasciavano in un pozzo all’aperto, dove venivano spolpati dagli avvoltoi e da altri animali selvatici. Era una pratica, questa, per evitare che i cadaveri contaminassero gli elementi del creato. Oggi i morti vengono messi nel cemento, ma la salita sulle Colline del silenzio rimane una delle esperienze più intense di un viaggio in Iran.

Potrà stupire qualcuno, ma nella Repubblica degli Ayatollah vive ancora la più grossa comunità ebraica del Medio Oriente, al di fuori di Israele, circa 20/30 mila persone, e vi sono siti di primaria importanza nella storia del giudaismo. Come ad Hamadan, nel nord-ovest del Paese,verso il confine con l’Iraq, la tomba di Ester, la moglie ebrea del re persiano Artaserse, che riuscì a convincere il marito a salvare gli ebrei persiani da una strage ordita dal primo ministro del Regno. Artaserse, obbedendo ai desideri della moglie, non solo uccise il primo ministro e i cospiratori ma elevò gli ebrei a suoi principali consiglieri. Da quella vicenda, nacque la festa ebraica del Purim, il carnevale o il giorno del ‘Fato’, dove tutto può cambiare in uno schiocco di dita.

Anche la presenza cristiana si è intrecciata con la storia persiana degli ultimi duemila anni e sono centinaia le chiese sparse nel paese, specie di tradizione armena.

Innanzitutto la meravigliosa cattedrale seicentesca di Vank a Isfahan, una sintesi tra l’architettura musulmana safavide e quella cristiana europea. All’interno magnifici dipinti di epoca, tra cui un giudizio universale che ricorda la Cappella Sistina.

Al confine tra Iran e Azerbaigian, lungo il fiume Araz, il biblico Ghihon che scendeva dal Paradiso, si trova la chiesa di Santo Stefano, edificata nel XIV secolo sulla struttura di un luogo di culto cristiano risalente,dice la leggenda, al 62 dopo Cristo. La chiesa, abbarbicata sulle montagne, in uno scenario di grande suggestione, è meta non solo di pellegrini cristiani, ma anche di un flusso incessante di visitatori musulmani.

 

Calendario Partenze
Blog, News, Eventi
Iran: guida storico-archeologica

L’Iran custodisce alcune delle più antiche testimonianze della civiltà umana. Qui, nell’antica Persia, sono nati grandi imperi le cui ..

continua
Iran e niente altro: perché è un Paese da non perdersi

E’difficile non innamorarsi dell’Iran e del suo popolo. Perché è un paese che ti sorprende per le sue meraviglie e la sua civiltà, ..

continua
Ricordi dall'Iran

Foto di Patrizia di Palma.

continua
Iran. Un viaggio nell'antica Persia

Per il ciclo "Aperitivi d'autore" la Libreria Terra Santa propone: Iran, un viaggio affascinante nell'antica Persia Martedì 24 ..

continua
Ricordi di viaggio: Iran

Immagini dal viaggio in Iran di giugno 2017.

continua
Ricordi di viaggio: Iran con fra Tommaso Proietti

Ricordi dal viaggio in Iran appena concluso, accompagnato da fra Tommaso Proietti.

continua
FrateSole alla BIT per raccontare l'IRAN

L'Iran ha una delle più ricche eredità per quanto riguarda l'arte e la storia al mondo, incluse importanti testimonianze per comprendere ..

continua
Iran da Oscar

Agli Oscar ha trionfato l'Iran, vincitore del premio per il miglior film in lingua straniera con il lungometraggio "Il Cliente" del regista ..

continua
Ricordi di viaggio: Iran con Elisa Pinna

Ecco due immagini dal gruppo rientrato il 16 ottobre dall'Iran.

continua
"Inshallah": viaggiare in Iran non per caso, ma per scelta, per conoscere

Non è stata una meta scelta per caso, non il desiderio di vivere un'avventura esotica, non un piccolo, latente pungolo di provocazione: ..

continua
Condividi
email whatsapp facebook twitter google plus pinterest
Contattaci

* dati obbligatori

Seguici su..
Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter,
ti informeremo su attività e proposte di viaggio!

© 2015 - "FrateSole Viaggeria Francescana" della Provincia S. Antonio dei Frati Minori - P.Iva/Cod.fiscale: 01098680372privacy policy